19/10/2022, 13.00
FILIPPINE
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Banconote in polimero, Manila discute sulla sostenibilità

Introdotte in via sperimentale nel primo taglio da 1000 pesos in primavera la Banca centrale filippina vorrebbe estenderle. Ma alcuni senatori mettono in discussione l'impatto ambientale dell’operazione e le ripercussioni sui coltivatori di canapa. 

Manila (AsiaNews) - Il passaggio dalla carta a una materia plastica per la produzione delle banconote fa discutere la politica nelle Filippine. A titolo sperimentale nella primavera scorsa la Banca centrale filippina ha emesso una nuova banconota da 1000 pesos (17,3 euro) che anziché essere realizzata con la tradizionale combinazione di canapa e cotone utilizzata per il denaro a Manila è stampata su un polimero. Non si tratta di una novità assoluta, ma di un trend che riguarda ormai un certo numero di Paesi: la prima nazione a utilizzare i polimeri per le banconote è stata l’Australia nel 1988; oggi avviene già in una ventina di Stati tra cui il Canada, la Polonia e il Vietnam.

Secondo la Banca centrale filippina il polimero rende le banconote più difficili da contraffare, più facili da pulire e più economiche da produrre. Inoltre il materiale utilizzato sarebbe più rispettoso dell'ambiente in quanto può essere riciclato e ha una durata di vita più lunga. “La maggiore durata delle banconote – ha sostenuto in un’audizione al senato il vice-direttore generale Mamerto Tangonan - si tradurrebbe in minori costi di sostituzione e quindi in maggiori risparmi sui costi di produzione. I risparmi di produzione stimati ammontano a 1,2-2,4 miliardi di pesos (tra i 20 e i 40 milioni di euro”.

La sostenibilità dell’operazione è stata però fortemente contestata in parlamento. La senatrice Pia Cayetano, che presiede la commissione per gli obiettivi di sviluppo sostenibile, ha osservato che il fatto di poter riciclare il polimero non significa che sia veramente sostenibile. “Non si biodegraderà comunque – ha ribattuto -. Sarà ancora lì e rimarrà”. Ha inoltre aggiunto che la sostenibilità non deve considerare solo l'impatto sull'ambiente, ma anche sulle comunità: in questo caso, i coltivatori locali di canapa. Anche se il numero di agricoltori colpiti sarà ridotto al minimo - ha obiettato Leonardo Montemayor, presidente della Federazione dei liberi agricoltori - il passaggio all'importazione di materie prime plastiche potrebbe ostacolare la sostenibilità delle loro attività”.

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