13/03/2010, 00.00
THAILANDIA
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Bangkok, migliaia di “camicie rosse” in piazza per chiedere nuove elezioni

I sostenitori dell’ex premier Thaksin, guidati dal partito di opposizione United Front for Democracy against Dictatorship (UDD), hanno raggiunto la capitale per la manifestazione di domani. Essi bollano come “illegittimo” l’attuale esecutivo guidato da Abhisit, salito al potere grazie a un colpo di mano dei militari. Per il momento nessun problema di ordine pubblico.
Bangkok (AsiaNews/Agenzie) – Migliaia di “camicie rosse” – guidate dal partito di opposizione United Front for Democracy against Dictatorship (UDD) – hanno raggiunto Bangkok per partecipare alla manifestazione di piazza in programma domani. I dimostranti chiedono nuove elezioni e il rientro in patria di Thaksin Shinawatra, il miliardario thai ed ex Primo Ministro, in esilio volontario dopo la condanna a due anni per corruzione. Almeno 40mila agenti delle forze di sicurezza pattugliano le strade per prevenire possibili incidenti, sebbene al momento non si registrano problemi di ordine pubblico.
 
Gli organizzatori confermano che la manifestazione di piazza è di natura “pacifica”, i dimostranti porgono rose ai poliziotti e le autorità cercano in tutti i modi di evitare possibili scontri. Le banche hanno chiuso gli sportelli automatici in alcune zone della capitale, fra cui viale Ratchadamnoen Nai. Ieri scuole e uffici hanno terminato in anticipo le lezioni e l’orario di lavoro, per evitare di congestionare il traffico nelle arterie principali di Bangkok.   
 
Il governo ha stanziato un numero maggiore di soldati per le vie della capitale. Una parte dell’esecutivo ha inoltre chiesto l’applicazione della Legge sulla sicurezza interna, che assegna poteri “extra” all’esercito fra cui l’imposizione del coprifuoco e una restrizione ai raduni. Nell’aprile 2009 una imponente manifestazione di piazza delle “camicie rosse” a Bangkok è degenerata in scontri e violenze che hanno causato due morti, almeno 120 feriti e autobus bruciati ai margini delle strade.
 
Il premier thai Abhisit Vejjajiva conferma che la situazione nella capitale è “normale”. Il livello di allerta, però, non si abbassa e il centro deputato alla sicurezza monitora con attenzione l’evolversi della situazione. Il Primo Ministro ha chiesto a tutti i partiti di fare il possibile per “evitare ogni forma di violenza”.
 
Le “camicie rosse” sono scese in piazza per chiedere nuove elezioni, convinti di poter tornare al potere dopo il colpo di mano dei militari che, nel 2006, ha determinato la cacciata dell’allora premier Thaksin Shinawatra. Essi affermano che l’attuale esecutivo del Primo Ministro Abhisit, in carica dal dicembre 2008, è “illegittimo” e si regge sul sostegno dei militari e della classe dirigente del Paese.
 
Da quattro anni Thaksin Shinawatra vive in esilio tra Londra e Dubai. Di recente è stato condannato a restituire 46 dei 76 miliardi di baht (circa 1,7 miliardi di euro) che – secondo i giudici – sono frutto di “abuso di potere, occultamento di beni e danno erariale” compiuto mentre ricopriva la carica di Primo ministro.
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