09/07/2026, 11.10
THAILANDIA
Invia ad un amico

Bangkok: amnistia per le proteste di ieri, ma non per quelle di oggi

di Steve Suwannarat

La Camera dei Rappresentanti ha dato il via libera alla “Legge per la promozione di una società pacifica”. A beneficiare del provvedimento trasversale saranno sia i filo-monarchici protagonisti dei blocchi del 2008 come i sostenitori di Thaksin per l’assedio al centro della capitale nel 2010. Esclusi i condannati per il controverso reato di "lesa maestà". 

Bangkok (AsiaNews) - La Camera dei Rappresentati del Parlamento bicamerale thai ha approvato una nuova legge sull’amnistia, con una votazione che si è tenuta ieri e conclusa con 306 voti a favore, 141 contrari e due astensioni. Al centro della questione la cancellazione delle sentenze per la partecipazione a eventi politici pubblici nel complicato ventennio dal primo gennaio 2005 al 16 luglio 2025. La bozza del testo della “Legge per la promozione di una società pacifica” era stata emendata e approvata il 30 giugno scorso dal Senato, organismo non eletto ma i cui componenti sono designati da parti considerate rappresentative della società e dei suoi interessi.

Il provvedimento riguarda un gran numero di individui di diversa appartenenza politica, sociale o ideologica. Tra questi esponenti delle filo-monarchiche Camicie Gialle, protagoniste con le Camicie Rosse - di base popolare e rurale indirizzate direttamente e dall’esilio dall’ex primo ministro Thaksin Shinawatra e da suoi familiari - di clamorose iniziative. Delle prime si ricorda il blocco degli aeroporti di Bangkok nel 2008, mentre le seconde sono state protagoniste del lungo assedio del centro della capitale finito a maggio 2010 in un bagno di sangue per l’intervento militare.

A tutti, personalità in molti casi protagoniste della politica parlamentare, oltre che di un confronto spesso duro nelle piazze, sarà concessa l’amnistia che consentirà di tornare alla politica attiva ma non il condono per reati da cause civili. Complessivamente, i provvedimenti inclusi nella legge approvata ieri riguardano però soprattutto diverse migliaia di giovani coinvolti in eventi più recenti e fondati su una richiesta aperta di cambiamento. 

L’organizzazione Avvocati thailandesi per i Diritti umani conta 1.997 perseguiti secondo la legge per aver partecipato alle manifestazioni non autorizzate o avere espresso opinioni politiche durante l’accesa fase di proteste iniziate a luglio 2020 e protrattesi fino all’anno successivo. Tra questi vi sono 290 incriminati per lesa maestà in base all’articolo 112 del Codice penale, che è stato nuovamente applicato su larga scala sotto il governo guidato dal 2019 al 2023 dall’ex generale Prayut Chan-ocha in particolare nei confronti dei leader studenteschi.

Tuttavia, se molti coinvolti nel movimento per il cambiamento e la democrazia potranno beneficiare di amnistia, così non sarà per coloro che sono stati incriminati per la violazione dell’articolo 112 del codice. Quest’ultimo prevede pene molto severe per impedire qualsiasi strumentalizzazione politica o critica verso la famiglia reale a cui le élite aristocratiche, i militari e parte degli interessi economici a base famigliare sono associati da chi critica il sistema.

È significativo che in un delicato bilanciamento dei contenuti in una fase che, per diversi aspetti, sembrerebbe aprire a istanze di maggiore partecipazione e accoglienza di questioni finora ignorate o represse, la legge non preveda un condono per sentenze di corruzione, aggressione o omicidio. Di contro, la norma include nell’amnistia chi, tra militari e forze dell’ordine, si è macchiato di repressione e violenze contro i manifestanti. Questo e altre ambiguità svuotano di parte del suo significato la nuova legge.

Non sono pochi quanti ritengono, come Olarn Thinbangtieo, politologo alla Facoltà di Scienze Politiche e Giurisprudenza dell’Università Burapha, che le dispute politiche più significative riguardano ormai i giovani perseguiti ai sensi dell’art. 112, più che i conflitti precedenti. “Mentre ai leader politici viene concessa l’amnistia nonostante le divisioni che hanno segnato il Paese per oltre un decennio, le azioni dei giovani hanno avuto un impatto molto minore sulla struttura politica complessiva. Meritano l’opportunità di voltare pagina - ha sottolineato il politologo - in molti casi, la loro età, la maturità e le intenzioni non hanno causato danni duraturi al Paese. Hanno inoltre tratto lezioni importanti dalle loro esperienze e hanno compreso la realtà della politica, inclusa la consapevolezza che le persone e i partiti in cui avevano riposto le loro speranze hanno finito per abbandonarli”.

Dopo il voto di ieri, il provvedimento aspetta l’approvazione del sovrano Rama X e la pubblicazione nella Gazzetta reale.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Bangkok, in prigione il leader delle Camicie rosse per "diffamazione"
28/01/2015
Bangkok, il tribunale archivia l’accusa di omicidio per l’ex premier Abhisit e il vice Suthep
28/08/2014
Il leader della giunta militare Prayuth Chan-ocha è il nuovo Premier della Thailandia
21/08/2014
Bangkok: Rilanciare l’economia e cacciare gli Shinawatra, le priorità della giunta militare
06/06/2014
Il re Bhumibol legittima il colpo di Stato, ma il Paese resta diviso
26/05/2014


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”