24/06/2026, 12.35
THAILANDIA
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Bangkok: il giro di vite contro proprietà straniere blocca il mercato delle ville di lusso

Il governo ha messo nel mirino le scappatoie legali che aggiravano le restrizioni imposte ai non-thai sulle proprietà straniere. La stretta ha causato una paralisi nel settore, che si ripercuote soprattutto sulle destinazioni più rinomate come Phuket e Koh Samui. Per gli esperti la maggiore repressione non dovrebbe affossare la richiesta straniera, ma generare maggiore cautela fra gli acquirenti. 

Bangkok (AsiaNews) - Il giro di vite impresso dal governo di Bangkok su una scappatoia legale che permetteva di aggirare le restrizioni imposte agli stranieri in materia di proprietà terriere, sta causando una paralisi nelle acquisizioni di ville di lusso da parte di potenziali compratori. Secondo quanto affermano gli agenti del settore, i ritardi colpiscono maggiormente le destinazioni più celebri e rinomate del turismo nazionale fra cui Phuket e Koh Samui.

Di recente l’esecutivo ha intensificato i controlli della proprietà aziendale e immobiliare nel Paese, con il Dipartimento per lo sviluppo aziendale (Dbd) che segnala 11.426 aziende attive a Koh Phangan e Koh Samui in cui gli stranieri detengono partecipazioni. Stime recenti riferiscono che si tratta di quasi il 68% di tutte le società registrate sulle due isole, entrambi distretti della provincia meridionale di Surat Thani, fra le più rinomate del territorio.

Il Dbd ha anche identificato più di 7mila aziende sospettate di utilizzare strutture illegali o con prestanomi, principalmente nei settori immobiliare, del turismo e dell’ospitalità. Il pugno di ferro riguarda soprattutto entità che hanno utilizzato un cittadino thai come azionista fittizio, per conformarsi alla legge che limita la partecipazione azionaria estera a un massimo del 49%. In base a tali accordi, gli azionisti thai avrebbero rivendicato una proprietà di facciata, senza detenere alcun documento fiscale o reale possesso a sostegno della propria rivendicazione. 

A inizio anno gli organi di giustizia avevano perseguito più di 850 società per danni finanziari che hanno comportato una perdita di entrate per oltre 15 miliardi di baht (quasi 396 milioni di euro). 

Sebbene manchino dati ufficiali sul numero di proprietà di lusso detenute sotto una struttura fittizia, il gruppo di tecnologia immobiliare Juwai IQI ha stimato che a Phuket circa tre transazioni su cinque nel segmento delle ville hanno coinvolto un acquirente o un locatario straniero. Al contempo a Koh Samui e Koh Phangan, nove acquirenti di ville su 10 erano stranieri. Ciò equivarrebbe a 2.400-3.000 ville sia a Phuket che a Koh Samui.

Lo scorso anno i cittadini cinesi si sono confermati il più grande gruppo di investitori stranieri in proprietà residenziali basate in Thailandia, anche se i dati disponibili erano per i condomini. Gli acquirenti cinesi hanno acquistato 4.940 unità nel Paese per un valore totale di 18,5 miliardi di baht (circa 488 milioni di euro), che ha rappresentato un calo del 12,9% e del 30%, rispettivamente, rispetto all’anno precedente secondo i media locali.

Nei progetti che vendono condomini o appartamenti, gli acquirenti stranieri sono autorizzati a possedere fino al 49% dello sviluppo immobiliare totale; in questo caso non risulta coinvolta la proprietà del terreno, quindi il possesso è legittimo in base alla legge nazionale. Al riguardo, esperti del settore spiegano che il giro di vite governativo ha avuto un impatto inferiore sui proprietari cinesi, perché questi ultimi preferivano acquistare appartamenti più che proprietà terriere.

In ogni caso, la maggiore repressione sulle strutture illegali non dovrebbe affossare la richiesta straniera di resort e proprietà residenziali di lusso, anche se gli acquirenti stanno diventando più cauti e prestano maggiore attenzione agli accordi di proprietà, come afferma il leader del settore Juwai IQI. Inoltre, le misure di applicazione non dovrebbero influenzare in modo significativo la domanda estera. La campagna di applicazione del governo ha sollevato preoccupazioni tra alcuni osservatori di mercato sul fatto che la domanda straniera di ville in destinazioni come Phuket e Samui possa indebolirsi in mezzo a un maggiore controllo normativo. Tuttavia, l’impatto è stato finora limitato, con misure di applicazione che non hanno alterato in modo significativo l’andamento del mercato o congelato la domanda estera in questi segmenti.

“Il giro di vite sembra concentrarsi sulle persone che lavorano illegalmente in Thailandia più che sugli espatriati che vivono in ville” ha spiegato al Bangkok Post Kashif Ansari, co-fondatore e amministratore delegato del gruppo Juwai IQI. “Le regole - prosegue - non sono cambiate. Stanno solo intensificando l’applicazione. Chiunque abbia seguito la legge non avrà problemi”. Ansari ha poi avvertito che gli acquirenti stranieri generalmente accolgono con favore una maggiore trasparenza e certezza del diritto, perché aiuta a proteggere gli investimenti di lungo periodo. “In definitiva, agli acquirenti - conclude - piace operare in mercati ben regolamentati e trasparenti in cui l’investimento è protetto. Troviamo rassicurante l’attenzione della Thailandia sulla conformità”.

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