Bombardamento su un villaggio karen: tra le 30 vittime anche 14 bambini
Uno degli ultimi attacchi la giunta militare birmana ha preso di mira famiglie e civili del villaggio di Yei Twin Gone, nella regone di Bogo, dove i soldati nei giorni precedenti avevano arrestato circa 160 abitanti per avere informazioni sui leader locali della resistenza. Anche in Rakhine e nella regione di Mandalay altre stragi, in cui sono morti altri sei bambini.
Yangon (AsiaNews) - Almeno 30 civili, tra cui 14 bambini, sono stati uccisi dalle forze del regime militare birmano nel villaggio di Yei Twin Gone, parte della township di Nyaunglebin, che si trova nella regione di Bago. La vittima più giovane aveva otto anni. Lo ha riferito ieri l’Unione nazionale Karen (KNU), una delle principali organizzazioni etniche che si oppongono alla giunta militare da quando il primo febbraio 2021 i militari hanno preso il potere con un colpo di Stato.
Tramite una dichiarazione ufficiale, la KNU ha spiegato che circa 300 soldati erano arrivati nell’area il 5 marzo, quando hanno arrestato e raggruppato circa 160 residenti all’interno della scuola del villaggio per interrogarli sui leader locali che guidano la resistenza. Mentre cinque civili tra i 35 e i 53 anni sono stati uccisi subito in maniera sommaria - hanno riferito fonti locali - altri 25 sono morti durante i bombardamenti condotti dalla giunta militare nei giorni successivi, quando i gruppi armati della resistenza sono intervenuti nel tentativo di liberare i prigionieri. Come tutte le organizzazioni etniche del Myanmar, anche la KNU possiede un braccio armato, l’Esercito di liberazione nazionale Karen (KNLA).
Anche il Karen Peace Support Network (KPSN), che raccogli diverse realtà che si occupano di aiuti umanitari al confine con la Thailandia, ha denunciato l’accaduto. L’organizzazione ha riferito che cinque uomini sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco il giorno stesso dell’ingresso delle truppe nel villaggio, noto anche come Htee Pu Lu, in lingua karen. “Quando le forze del regime sono entrate a Htee Pu Lu, gli abitanti hanno tentato di fuggire e alcuni sono stati colpiti mentre scappavano”, ha dichiarato un responsabile dell’organizzazione, citando la testimonianza di un abitante che è riuscito a fuggire. Altre persone hanno raccontato alla testata di opposizione The Irrawaddy che circa 109 persone si sono salvate scappando.
In risposta all’attacco armato del KNLA, l’esercito birmano ha bombardato l’area. Tra le 25 vittime si contano anche 14 bambini e nove donne. Inoltre, secondo alcune immagini diffuse dalla KNU e dal KPSN, le persone arrestate sono poi state costrette a scavare le tombe per i membri del villaggio uccisi dalla giunta. Il Karen Peace Support Network ha definito l’accaduto un “crimine contro l’umanità”, mentre il portavoce dell’amministrazione della regione di Bago nominata dalla giunta, U Tin Oo, non ha risposto alle richieste di commento da parte di The Irrawaddy, testata vicino alla resistenza e alla diaspora birmana in esilio.
La KNU ha avvisato che il bilancio dei morti potrebbe salire ancora. Insieme alle altre organizzazioni etniche, da tempo accusa il regime militare di aver condotto “elezioni farsa” tra dicembre e gennaio dando l’idea di avere il controllo del Paese, quando nella realtà i militari continuano a prendere di mira i civili per terrorizzare la popolazione.
I bombardamenti sul villaggio di Yei Twin Gone sono solo l’ultima atrocità compiuta dall’esercito. Domenica i militari hanno colpito anche un funerale nel villaggio di Kanphyu, a Kyaukpadaung, nella regione centrale di Mandalay, teatro di feroci scontri. Gli abitanti del villaggio si stavano preparando a cremare tre donne anziane, a loro volta uccise in un incendio appiccato dai soldati due giorni prima. Il 24 febbraio, la giunta ha bombardato un mercato nel villaggio di Yoe Ngu, nella township di Ponnagyun, nello Stato Rakhine, uccidendo 20 persone, tra cui, anche in questo caso, 6 bambini.
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