31/05/2022, 12.37
IRAQ - VATICANO
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Card. Sako: da Baghdad col Papa, un rosario per la pace in Ucraina

La cattedrale siro-cattolica di Nostra Signora della Salvezza fra le chiese unite al pontefice nella preghiera mariana. Il porporato esorta ad agire “in fretta” prima di una “terza guerra mondiale”. A Santa Maria Maggiore una famiglia siriana reciterà una decina, presenti anche gruppi di profughi. In Siria, Bahrain, Filippine e Corea alcuni dei santuari mariani nel mondo collegati a Roma. 

Baghdad (AsiaNews) - A Baghdad, come a Roma e in altre basiliche nel mondo, si prega per la pace. La comunità cristiana oggi 31 maggio, a conclusione del mese mariano, raccoglie l’appello di papa Francesco e si unisce idealmente al pontefice che nel pomeriggio alle 18 (ora locale) reciterà il rosario nella basilica di Santa Maria Maggiore, di fronte alla statua di Maria Regina Pacis. Uno dei santuari mariani collegati con Roma, scelti fra i Paesi colpiti da guerre e violenze oggi come in passato, è la cattedrale siro-cattolica Sayedat al-Najat (Nostra Signora della Salvezza, nella foto) nel quartiere di Karrada, nella capitale irachena. Un luogo simbolo, teatro il 31 ottobre 2010 di una delle stragi più sanguinose per la comunità cristiana di tutta la regione mediorientale. Un gruppo di terroristi, una cellula locale legata ad al-Qaeda, ha fatto irruzione nell’edificio prendendo in ostaggio i fedeli e rispondendo al fuoco durante un tentativo di irruzione da parte delle forze speciali irachene. Un dramma costato la vita a 58 persone, compresi due sacerdoti che al momento dell’attacco stavano celebrando la messa e che sono stati freddati dai terroristi sull’altare. 

Interpellato da AsiaNews il patriarca caldeo, il card Louis Raphael Sako da poco rientrato da una visita pastorale in Germania sottolinea l’importanza di questo momento di preghiera “al quale anche noi parteciperemo con convinzione. La chiesa scelta - ricorda - è la siro-cattolica teatro del massacro” dell’ottobre 2010, un “luogo simbolo, una ferita aperta per l’Iraq e per tutto il Medio oriente… quella è una chiesa martire!”. Riunirsi e pregare, prosegue il porporato, “è fondamentale perché Russia e Ucraina, due nazioni cristiane, possano trovare la via della pace” e in questo il popolo iracheno è al loro fianco per aver vissuto “in prima persona l’esperienza della guerra, delle distruzioni, l’esodo e la migrazione. Noi stessi, come patriarcato caldeo, abbiamo subito inviato la nostra solidarietà all’arcivescovo [di Kiev]. Devono agire, e in fretta, per la pace altrimenti questo conflitto si trascinerà e potrebbe trasformarsi nella terza guerra mondiale. E l’impatto economico, sui prezzi e le materie prime, anche il cibo, è già ben visibile per tutti noi”.

Come già avvenuto nelle prime settimane della pandemia di Covid-19, il papa rinnova dunque la preghiera alla Madonna perché possa portare pace e consolazione alle vittime in tutto il mondo. Con una intenzione particolare per la fine del conflitto in Ucraina, egli reciterà il rosario davanti a Maria Regina Pacis. Come spiega in una nota il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, la statua “è è rappresentata con il braccio sinistro alzato come segno per ordinare la fine della guerra, mentre con il destro tiene il Bambin Gesù, pronto a far cadere il ramoscello di ulivo simboleggiante la pace”. “Sul basamento - prosegue il dicastero - sono scolpiti dei fiori, a simboleggiare il rifiorire della vita con il ritorno della pace. È tradizione che i fedeli depongano ai piedi della Vergine dei piccoli biglietti scritti a mano con le intenzioni di preghiera. Il Papa deporrà ai piedi della statua una corona di fiori prima di rivolgere la sua preghiera alla Madonna e lasciare la sua intenzione particolare”. 

Una decina sarà recitata da una famiglia ucraina, seguita poi da una siriana e un’altra venezuelana oltre a gruppi di profughi, in rappresentanza di quanti soffrono nel mondo a causa dei conflitti e delle ingiustizie e che, per questo, hanno dovuto abbandonare le loro case e le loro terre. I fedeli di tutto il mondo potranno seguire il momento di preghiera collegandosi ai canali ufficiali della Santa Sede. Inoltre, è previsto il collegamento con alcuni santuari mariani dove si pregherà in contemporanea con il pontefice e secondo le sue intenzioni. Essi sono: il santuario della Madre di Dio (Zarvanytsia) in Ucraina;  Sayidat al-Najat (Nostra Signora della Salvezza) in Iraq; cattedrale Nostra Signora della Pace in Siria; cattedrale di Maria Regina d’Arabia in Bahrain. Insieme a questi, i Santuari internazionali: Shrine of Our Lady of Peace and Good Voyage ad Antipolo, nelle Filippine, unica nazione a maggioranza cristiana in Asia; International Shrine of Jesus Saviour and Mother Mary; Santuario di Jasna Góra; santuario internazionale dei Martiri Coreani; Santa Casa di Loreto; Beata Vergine del Santo Rosario; International Shrine Our Lady of Knock; Beata Vergine del Rosario; Madonna Regina della Pace; Nostra Signora di Guadalupe; Nostra Signora di Lourdes.

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