16/05/2022, 12.28
MYANMAR-HONG KONG-CINA
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Cardinal Bo su arresto del card. Zen: Hong Kong è ormai ‘Stato di polizia’

Dura accusa dell’arcivescovo di Yangon alle autorità cinesi. Preoccupazione per il mancato rispetto dei diritti umani e le minacce alla libertà religiosa nell’ex colonia britannica. In uno Stato di diritto è legittimo aiutare chi deve affrontare un processo. Il suo invito a pregare il 24 maggio per Hong Kong e la Cina.

Yangon (AsiaNews) – “Era una delle città asiatiche  più libere e aperte. L’hanno trasformata in uno Stato di polizia”. È la dura accusa lanciata in una nota pubblicata il 14 maggio dal card. Charles Maung Bo, presidente della Federazione delle conferenze episcopali dell’Asia, dopo l’arresto l’11 maggio del card. Joseph Zen Ze-kiun, vescovo emerito di Hong Kong.

In riferimento alla politica repressiva adottata dalle autorità di Hong Kong su dettato del governo centrale cinese, l’arcivescovo di Yangon ha espresso profonda preoccupazione per il mancato rispetto dei diritti umani e le minacce alla libertà religiosa nell’ex colonia britannica.

Il card. Bo denuncia che il governo di Hong Kong ha smantellato le tradizionali libertà cittadine di espressione, stampa, riunione, associazione e quella accademica. Egli lancia l’allarme per i primi segnali di aggressione alla libertà religiosa: “ Sono consapevole dei recenti attacchi propagandistici dei media pro-Pechino di Hong Kong contro la Chiesa e della crescente autocensura tra i leader religiosi dovuta alla circostanze”.

Secondo il porporato, vedere una città conosciuta in passato come un faro di libertà, compresa quella religiosa, muoversi in modo così rapido e radicale lungo un sentiero più oscuro e repressivo “spezza il cuore”.  Egli si è detto scioccato per le ripetute e palesi violazioni da parte della Cina dei suoi impegni internazionali riguardo lo status autonomo di Hong Kong, come definiti dalla dichiarazione congiunta sino-britannica del 1984.

La polizia ha liberato su cauzione il 90enne card. Zen il giorno stesso del suo fermo. Su di lui e altri tre noti esponenti del fronte democratico di Hong Kong rimane in piedi un procedimento sulla gestione del Fondo 612, che fino alla sua chiusura ha assistito migliaia di manifestanti pro-democrazia coinvolti nelle proteste del 2019. Il card. Zen era uno degli amministratori fiduciari dell’organizzazione benefica, che ha smesso di operare nell’ottobre scorso. L'indagine delle Forze dell’ordine si concentra sull'eventuale “collusione” del Fondo 612 con forze straniere, in violazione della draconiana legge sulla sicurezza nazionale imposta da Pechino nell’estate 2020.

Il card. Bo contesta con forza l'arresto del suo confratello salesiano: “In uno Stato di diritto, fornire assistenza a persone che devono affrontare un'accusa, facendo fronte alle loro spese legali, è un diritto giusto e accettato. Come può essere un reato aiutare gli imputati ad avere una difesa e rappresentanza legale?”

Egli ha invitato tutti i cattolici e i cristiani a pregare per Hong Kong e per la Cina il 24 maggio, in occasione della festa di Maria Ausiliatrice e di quella di Nostra Madre di Sheshan. La data coincide con la Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina. Su richiesta del card. Bo, l'anno scorso in questo periodo cattolici e laici di tutto il mondo hanno osservato una settimana di preghiera "globale" per i perseguitati in Cina: cattolici, protestanti, musulmani, attivisti di Hong Kong e prigionieri di coscienza.

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