06/03/2026, 12.20
MYANMAR
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Carenza di carburante, Naypyidaw riduce la circolazione e promuove le auto elettriche cinesi

di Gregory

Da domani in Myanmar entra in vigore un nuovo sistema di circolazione per le auto private, introdotto per affrontare la riduzione delle importazioni di benzina a causa della guerra in Medio Oriente. Le auto elettriche sono però esentate: il settore è dominato da aziende legate alla famiglia del generale Min Aung Hlaing, mentre nel Paese i blackout sono continui.

Yangon (AsiaNews) – In Myanmar entrerà in vigore da domani 7 marzo un nuovo sistema di razionamento del carburante che limita la circolazione delle auto private in base al numero di targa. I veicoli con targa dispari potranno circolare solo nei giorni dispari del calendario, mentre quelli con targa pari saranno autorizzati a circolare solo nei giorni pari. 

La giunta militare, che ha preso il potere dopo il colpo di Stato del febbraio 2021, ha varato la misura in risposta alla grave carenza di carburante, legata alla guerra in Medio Oriente, ha spiegato il Consiglio di amministrazione dello Stato (SAC), il nome ufficiale che si è dato il regime militare. Il Myanmar dipende quasi totalmente dalle forniture energetiche provenienti dall’estero ed è quindi particolarmente esposto alle crisi internazionali. 

Ma molti ritengono che la vicenda abbia anche a che fare con la vendita di auto elettriche, un settore legato alla Cina e controllato direttamente dai figli del capo della giunta militare. La restrizione, infatti, non si applica ai mezzi di trasporto pubblico, ai veicoli municipali, alle ambulanze e alle auto elettriche, una scelta che ha suscitato immediate critiche perché il sistema elettrico del Paese è altamente instabile. In molte città i blackout durano gran parte della giornata, rendendo quasi impossibile ricaricare i veicoli.

La giunta militare sta però promuovendo la diffusione delle auto elettriche. Il regime ha vietato l’importazione di nuove automobili a benzina o diesel, sostenendo che si tratti di un modo per preservare le riserve di valuta estera. I veicoli elettrici e le loro componenti hanno ricevuto trattamenti fiscali preferenziali e sono stati presentati dai media statali come un tentativo di modernizzare il Paese.

In realtà, il settore delle auto elettriche è strettamente legato alla famiglia del capo della giunta, il generale Min Aung Hlaing. Il figlio, Aung Pyae Sone, possiede partecipazioni in società che importano in Myanmar veicoli elettrici del marchio cinese BYD, mentre la figlia, Khin Thiri Thet Mon, controlla aziende coinvolte nell’importazione di auto elettriche MG e nella gestione delle stazioni di ricarica, soprattutto a Yangon.

Il sistema delle targhe “pari-dispari” rischia quindi di trasformarsi in un incentivo indiretto all’acquisto di veicoli elettrici, che restano fuori dalla portata della maggioranza della popolazione. Il costo di queste auto, insieme alla carenza di infrastrutture e ai frequenti blackout, rende quindi difficile la loro diffusione fuori da una ristretta élite urbana.

La crisi energetica è aggravata anche da dinamiche che riguardano il sud-est asiatico, non solo la guerra in Medio Oriente. Negli ultimi mesi la Thailandia ha ridotto le forniture di carburante ed elettricità verso alcune città di confine del Myanmar, tra cui Myawaddy, nel tentativo di colpire le reti criminali legate alle truffe online che operano nella zona. La misura, nota come politica dei “Three Cuts”, mira a interrompere le risorse economiche utilizzate dalle gang criminali che gestiscono gli “scam centers”.

Questa decisione ha però già prodotto una serie di effetti collaterali. Siccome i singoli viaggiatori possono ancora attraversare il confine per fare rifornimento, molti automobilisti birmani si sono riversati nella città thailandese di Mae Sot, collegata al Myanmar dal ponte dell’Amicizia che sorge sul fiume Moei. Il traffico crescente ha provocato lunghe code al confine e ha alimentato il timore tra i residenti thailandesi che le stazioni di servizio possano restare senza carburante.

Per milioni di cittadini birmani i veicoli privati rappresentano uno strumento essenziale per lavorare, raggiungere mercati, ospedali e scuole, soprattutto nelle zone dove il trasporto pubblico è scarso o inesistente. Con le nuove restrizioni alla circolazione, lavoratori, commercianti e piccoli imprenditori si trovano a dover affrontare ulteriori difficoltà economiche. E il governo militare non ha annunciato né compensazioni in denaro né una scadenza per la fine della misura delle targhe pari-dispari. 

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