28/05/2026, 10.30
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Cattolici cinesi in pellegrinaggio a Padova per la Madonna di Sheshan

di Andrew Law

Oltre 400 fedeli provenienti dalle comunità cattoliche cinesi di tutta Italia hanno vissuto insieme il 24 maggio la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina voluta da Benedetto XVI. Nel frattempo nel santuario sulla collina di Shanghai, nonostante una fitta pioggia, in molti hanno partecipato alla Messa presieduta dal vescovo Shen Bin pregando per la pace e la prosperità del Paese.

Padova (AsiaNews) - Il 24 maggio 2026 la “Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina” è stata celebrata dalla comunità cattolica cinese in Italia nella città di Padova. Più di 400 pellegrini cinesi residenti in Italia (Roma, Napoli, Prato, San Miniato, Reggio Emilia, Torino e altri luoghi) e in altri Paesi europei si sono riuniti nella storica città del Veneto per pregare insieme per la Chiesa in Cina.

La giornata quest’anno coincideva con la Pentecoste: l’incontro delle due feste ha fatto traboccare la grazia. Il corteo celebrativo è partito dalla basilica di Sant’Antonio nel centro di Padova ed è proseguito a piedi verso il luogo dell’evento nella periferia nord della città: la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù. La temperatura sfiorava i 30 gradi e il sole era cocente, ma i cinesi provenienti da vari luoghi portavano in alto le bandiere delle rispettive comunità ecclesiali locali, recitando insieme il Rosario lungo il cammino. Nel corteo vi erano anziani di 77 anni e anche bambini piccoli, seduti nei passeggini o sulle spalle dei papà. Una donna, vestita elegantemente per partecipare al pellegrinaggio, racconta commossa: “Oggi ho voluto indossare apposta i tacchi alti per percorrere tutto il tragitto, incoraggiando lungo la strada gli amici che non riuscivano più a camminare. Attraverso questa concreta mortificazione voglio mostrare il mio urgente desiderio di pregare per la Chiesa in Cina”.

Le celebrazioni erano già iniziate nel pomeriggio del 23 maggio con la Messa della vigilia di Pentecoste, presieduta dal vescovo della diocesi di Vittorio Veneto mons. Riccardo Battocchio. La Messa principale del 24 maggio è stata invece celebrata da mons. Claudio Cipolla, vescovo della diocesi di Padova. Entrambi i vescovi, nelle rispettive omelie, hanno sottolineato l’importanza dell’“unità”.

Il vescovo Riccardo ha ricordato come il mondo affronti sempre la tentazione di costruire una “Torre di Babele”: vuole eliminare la diversità e creare una grandezza uniforme e ordinata, una tentazione alla quale la Chiesa deve resistere. Ha incoraggiato tutti con la fede di san Paolo, invitando ad affrontare la violenza degli Stati e delle guerre con spirito di pace. Affermando che “l’unità nello Spirito Santo” la speranza della Chiesa ha invitato a invocarla chiedendo l’intercessione di Maria Ausiliatrice.

Nell’omelia della Messa, il vescovo Claudio ha delineato invece una visione concreta e un percorso verso l’unità guardando proprio alla Pentecoste: la discesa dello Spirito Santo non serve a eliminare le differenze, ma ad accogliere la diversità, trasformare il caos in significato e portare unità e pace.

Il vescovo ha utilizzò l’immagine del bambù – propria della cultura orientale - per spiegare questa concreta manifestazione di unità. Questa pianta cresce sempre in gruppo, con le radici collegate e il reciproco sostegno; quando arrivano venti fortissimi si piega con flessibilità ma non si spezza mai. La forza del bambù deriva proprio da questa vera connessione. Questo è anche il mistero dell’unità della Chiesa: la Chiesa non è mai una copia unica e standardizzata, ma una comunione unita nella diversità. Quando il Signore risorto apparve ai discepoli, la prima frase che disse fu: “Pace a voi”. Non rimproverò i discepoli per la loro debolezza passata, ma donò loro la benedizione, infondendo nuova vita.

Il vescovo Claudio ha anche espresso grandi speranze per i fedeli della Chiesa cinese in Italia associandoli alla beatitudine degli operatori di pace. “Voi state diventando una parte organica della società italiana e avete dato una bella testimonianza di fede nei vari settori lavorativi, nella vita familiare e nell’educazione dei figli”, ha detto. Ha citato anche l’esempio della scuola internazionale italo-cinese di Padova diventata un luogo d’incontro tra culture diverse, una base pratica per l’unità e la crescita comune, oltre che una miniatura della futura comunione del mondo.

Il vescovo ha aggiunto che il modello evangelizzatore di Matteo Ricci di 400 anni fa non dovrebbe restare soltanto un ricordo storico: è un esempio dell’incontro reale tra Vangelo e cultura concreta. I cattolici cinesi della storia non cercavano notorietà o attenzione mondana, ma custodivano silenziosamente questa relazione autentica nella vita familiare, trasmettendo di generazione in generazione la fede attraverso la lettura della Scrittura, la preghiera e le attività ecclesiali. Questa fermezza e purezza meritano di essere guardate dalla Chiesa universale con preghiera e rispetto.

Infine ha ricordato la “Preghiera alla Madonna di Sheshan” che Benedetto XVI scrisse nel 2007 affidando la Chiesa in Cina all’intercessione di Maria Ausiliatrice. Egli pregò affinché i fedeli cinesi, come Maria riunita con i discepoli attorno alla mensa pasquale, possano ricevere pienamente lo Spirito Santo, avere nella fede più sincerità e meno diffidenza, vivere nella quotidianità una fede autentica e coraggiosa, e trasmetterla come una fiaccola alla generazione successiva.

Da quando papa Benedetto XVI istituì la “Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina”, le comunità cattoliche cinesi in Italia hanno risposto attivamente. Nel 2008 la prima edizione dell’evento si svolse con successo a Napoli, e successivamente l’organizzazione passò a rotazione tra le diverse comunità cinesi. A eccezione dei due anni della pandemia, durante i quali non si poterono tenere grandi raduni (nel 2021 si svolse soltanto una piccola preghiera a Rimini), l’evento è arrivato oggi al suo diciassettesimo anno. La prossima edizione si terrà a Napoli.

Nel giorno stesso del pellegrinaggio, molti fedeli in Cina hanno condiviso un vecchio video sul “fumo sopra Sheshan nel giorno di Maria Ausiliatrice”. Il rifeirmento è un fatto avvenuto nel 2008, l’anno dopo la decisione di istituire la Giornata, contenuta nella lettera pastorale alla Chiesa cattolica in Cina pubblicata anche allora nel giorno di Pentecoste (27 maggio 2007). Nella primavera del 2008, la basilica di Sheshan era chiusa per grandi lavori di ristrutturazione e per l’installazione di telecamere di sorveglianza sferiche in tutta l’area; la strada per il monte era completamente bloccata e non aperta ai pellegrini. Nel video si racconta che, nel giorno in cui per la prima volta nel mondo si celebrava la preghiera per la Chiesa in Cina, pur senza liturgie pubbliche nella basilica, per tre giorni consecutivi si vide del fumo avvolgere la statua della Madonna. I vigili del fuoco salirono a controllare ma non trovarono nulla di anomalo. Negli anni successivi il fenomeno riapparve occasionalmente e molti fedeli lo interpretarono come un segno dei miracoli e della protezione continua della Madonna sulla Cina.

Quest’anno il 24 maggio a Shanghai cadeva una pioggia torrenziale accompagnata da fulmini e tuoni. Tuttavia, la basilica della Madonna di Sheshan era ancora gremita di persone e il vescovo Shen Bin ha presieduto la Messa. I fedeli si sono riuniti insieme per ringraziare la Madonna di Sheshan per la sua amorevole protezione sulla diocesi di Shanghai e sulla Chiesa in Cina, offrendo anche fervide preghiere per la pace nel mondo, la prosperità della patria e la felicità del popolo.

Come già raccontato da AsiaNews in Vaticano in quel giorno anche papa Leone ha pregato per la Chiesa in Cina in piazza San Pietro ed espresso profonde condoglianze e benedizioni per le vittime del disastro minerario nello Shanxi. Ha detto: “L’intercessione della Regina del Cielo ottenga alla comunità credente in Cina la grazia dell’unità e doni a tutti la forza di testimoniare il Vangelo nelle fatiche quotidiane, per essere seme di speranza e di pace. In particolare, invoco la pace eterna per le vittime dell’incidente avvenuto nei giorni scorsi in una miniera nel nord della Cina”.

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