10/12/2015, 00.00
COREA DEL SUD
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Chiesa coreana: Troppa violenza nella società, ritroviamo la misura

Una fonte ecclesiale commenta ad AsiaNews l’arresto del leader sindacale Han: “Non è un martire della libertà, usa metodi non pacifici e fa troppa politica. Ma sbaglia anche il governo, applicando metodi autoritari che appartengono al passato. Il Giubileo aiuti tutti a ritrovare il buon senso”. Oltre 2mila agenti schierati per portare via il sindacalista dal tempio buddista Jogye.

Seoul (AsiaNews) – L’arresto del leader sindacale Han Sang-gyun “espone le troppe criticità dell’attuale società sudcoreana. L’uso della violenza non è mai corretto, ed entrambe le parti in causa applicano metodi che appartengono al passato. Il Giubileo della misericordia aiuti il Paese a ritrovare la misura”. Lo dice ad AsiaNews una fonte ecclesiale (che preferisce rimanere anonima), commentando la fine dell’assedio della polizia al tempio buddista Jogye di Seoul. All’interno del luogo di culto viveva da più di un mese il presidente della Confederazione coreana dei sindacati uniti.

L’uomo era ricercato perché considerato il promotore degli scontri fra manifestanti e polizia che si sono verificati nel novembre 2015 nella capitale coreana. Dal 14 novembre, data dell’ultimo episodio di violenza, aveva chiesto e ottenuto asilo dai monaci buddisti che si erano proposti come mediatori per risolvere in modo pacifico la questione. Oggi oltre 2mila agenti hanno circondato il tempio: Han, accompagnato da un religioso, si è consegnato alle autorità.

Prima dell’arresto ha urlato: “Distruggiamo i tentativi [del governo ndr] di peggiorare le leggi sul lavoro”. Poi ha proclamato uno sciopero generale a partire dal prossimo 16 dicembre ed è uscito dal tempio. Il riferimento è alla proposta, avanzata dalla presidente Park Geun-hye, di modificare i testi base sull’occupazione: secondo il sindacato, le nuovi leggi permetteranno alle aziende di licenziare con più facilità e di rimpiazzare i lavoratori fissi con assunzioni temporanee.

La Chiesa cattolica, spiega la fonte ad AsiaNews, “difende da sempre e con chiarezza i diritti dei lavoratori e la libertà di espressione. E di certo il governo usa una mano pesante, con prove di forza che fanno riflettere e che a volte preoccupano. Ma bisogna stare attenti e valutare con calma le singole situazioni. In questo caso, il sindacato ha usato metodi non pacifici e ha cercato di fare politica nella maniera sbagliata. Di certo è una situazione in cui tutti perdono. Speriamo che la misericordia predicata da papa Francesco porti maggiore serenità nel Paese”. 

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