26/06/2015, 00.00
CINA
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Cina, aumentano i giudici che picchiano gli avvocati della difesa

Negli ultimi tre mesi si sono verificati quattro gravi casi di attacchi contro i legali, impegnati nella difesa della società civile. Le violenze nascono dall’impreparazione dei giudici, spesso ex poliziotti che per fare carriera entrano in magistratura senza preparazione.

Pechino (AsiaNews) – Negli ultimi tre mesi si sono moltiplicate le violenze compiute dai giudici contro gli avvocati della difesa, impegnati a difendere la società civile cinese. Lo riporta il Chinese Human Rights Defender, che denuncia almeno quattro casi di attacchi compiuti dai magistrati contro i legali. Secondo il grande esperto di Cina Willy Lam, il problema nasce dal fatto che spesso i giudici sono ex poliziotti che – per fare carriera – prendono una falsa laurea in legge ed entrano in magistratura senza conoscere il diritto. Piccati per la preparazione dei difensori, passano alle maniere forti.

L’ultimo caso in ordine di tempo è avvenuto nello Shandong, dove un giudice e diversi addetti alla sicurezza interna del tribunale hanno picchiato l’avvocato Wang Quanzhang e due suoi colleghi, Chen Zhiyong e Shi Fulong. La corte ha persino arrestato per un breve periodo i tre, “colpevoli” di aver presentato una difesa troppo efficace. La violenza si è verificata il 18 giugno scorso: il giudice ha interrotto diverse volte Wang, che stava spiegando la sua linea di difesa, fino ad espellerlo dall’aula senza motivo.

All’esterno c’erano i funzionari, che l’hanno trascinato in un’altra stanza del tribunale del Popolo di Dongchengfu (nella città di Liaocheng). Qui è stato picchiato, colpito in faccia e spogliato. Il naso dell’avvocato è stato fratturato. Allo stesso tempo, altri funzionari hanno impedito a Chen e Shi di lasciare l’edificio e li hanno perquisiti. Sono rimasti tutti e tre in custodia fino a tarda notte.

Fra aprile e maggio si sono verificati altri tre casi simili. Il primo a Pechino, nel tribunale distrettuale di Tongzhou, dove due giudici e diversi funzionari hanno picchiato Cui Hui, avvocato di 51 anni che stava protestando contro una sentenza sbagliata emessa agli inizi dell’aprile 2015. Ricoverata in ospedale, la donna ha riportato ferite al cranio e agli occhi: il 40% del suo corpo, secondo il referto medico, presentava segni di violenza.

Il secondo caso è avvenuto sempre a Pechino all’inizio di maggio, quando alcuni poliziotti hanno rapito e assalito fisicamente Li Yuhan, 58 ani. La legale aveva presentato al tribunale le prove del comportamento errato da parte di alcuni pubblici ufficiali coinvolti in una causa legale. La donna è stata trascinata in bagno il 9 maggio, e i suoi assalitori le hanno sbattuto la testa contro un water. La donna è svenuta e, ricoverata in ospedale, curata per una concussione e per ferite alla schiena, testa e addome.

L’ultima violenza è quella subita dall’avvocato Xie Yang, 43 anni, avvocato impegnato il 17 maggio in una causa nella città di Nanning. Oltre 20 persone, non identificate, lo hanno attaccato con mazze e coltelli: la gamba destra è rimasta fratturata, e la polizia non ha risposto alle diverse chiamate di emergenza durante l’attacco. Xie e alcuni dei suoi clienti sono stati denunciati per “assembramento criminale”. Nessuno degli assalitori è stato identificato. 

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