08/04/2014, 00.00
CINA
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Cina, nella Festa dei morti le autorità bloccano la commemorazione delle vittime di Tiananmen

Qingming è il "giorno degli antenati" in cui si puliscono le tombe dei defunti come segno di devozione e cura. Ma il governo blocca i parenti delle vittime del 4 giugno, quelli dei dissidenti e persino coloro che vogliono commemorare gli eroi "controversi" della Rivoluzione comunista.

Pechino (AsiaNews) - Le autorità cinesi hanno lanciato una campagna di "avvertimenti" e arresti preventivi per impedire che vengano commemorate le vittime del massacro di piazza Tiananmen del 4 giugno 1989, gli attivisti per la democrazia morti per mano della polizia e persino gli eroi della Rivoluzione comunista. Il Paese ha celebrato infatti la festività di Qingming - il "giorno degli antenati", in cui per tradizione si puliscono le tombe dei propri cari deceduti come forma di devozione e cura - caduta lo scorso 4 aprile ma celebrata nel fine settimana. Pechino non vuole che, commemorando i defunti, possano nascere proteste sociali o politiche.

Il gruppo delle "Madri di Tiananmen", che riunisce i parenti degli attivisti morti nella piazza centrale di Pechino, sostiene che il governo cinese abbia avvertito i propri membri di "non recarsi" sulle tombe dei loro defunti. Zhang Xianling, madre dello studente Wang Nan, è fuggita dal controllo della polizia e insieme al marito è riuscita a raggiungere il cimitero Wan'an di Pechino: "Abbiamo pulito la tomba di mio figlio, ma dopo ci siamo inchinati anche davanti ad altre lapidi dedicate alla memoria delle vittime del 4 giugno". Il numero ufficiale dei caduti durante le violenze di piazza non è mai stato reso noto: le autorità di Pechino hanno fissato la cifra "intorno ai 300", mentre il governo centrale non si è mai espresso.

La polizia è intervenuta anche all'esterno della stazione ferroviaria meridionale di Pechino, dove decine di attivisti si sono riuniti per commemorare Cao Shunli, nota attivista per i diritti umani morta lo scorso 14 marzo 2014 mentre era sotto la custodia della polizia perché le sono state negate cure mediche. Gli agenti hanno portato via i dimostranti, che ora sarebbero in una delle "prigioni nere" del Paese. Le "prigioni nere" sono luoghi di detenzione non ufficiali usati dalla polizia per tenere gli "indesiderabili" lontano dalle strade senza però passare da un tribunale.

Infine, le autorità hanno impedito persino la commemorazione degli eroi della Rivoluzione comunista. Secondo l'attivista delle petizioni Xu Bixai, la polizia ha portato via 6 autobus "pieni di dissidenti" che si stavano recando al cimitero rivoluzionario Babaoshan. Questo raccoglie le spoglie di molte personalità cinesi che si sono distinti nella storia, fra cui anche la tomba di Zhao Ziyang, segretario del Partito comunista negli anni '80, silurato per essersi opposto al massacro di Tiananmen.

 

 

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