Colombo monitora una seconda nave iraniana nell'Oceano indiano
Dopo l’affondamento della fregata iraniana al largo di Galle le autorità dello Sri Lanka seguono con attenzione la presenza di una seconda imbarcazione proveniente dall’Iran nella zona economica esclusiva dell’isola. La nave, che secondo alcune fonti potrebbe essere un’unità logistica, avrebbe chiesto assistenza per problemi tecnici mentre cresce la tensione nell’Oceano Indiano.
Colombo (AsiaNews) - Le autorità dello Sri Lanka hanno riferito di aver recuperato almeno 87 corpi dopo l’affondamento della nave militare iraniana al largo della costa meridionale dell’isola, mentre un’altra imbarcazione, anch’essa proveniente dall’Iran, si trova nelle acque internazionali vicino all’isola, ma non è ancora chiaro che tipo di nave sia. Secondo alcune fonti si tratta di una nave logistica per la posa di condotte, non classificata come nave da guerra, e avrebbe chiesto al governo di Colombo di poter attraccare per un guasto al motore.
Il ministro Nalinda Jayatissa, responsabile del governo in Parlamento, ha dichiarato oggi che l’esecutivo è a conoscenza della presenza della seconda nave e sta monitorando la situazione. L’imbarcazione non si trova nelle acque territoriali dello Sri Lanka ma nella zona economica esclusiva, dove vige la libertà di navigazione. “Il governo e il ministero della Difesa sono informati della presenza della nave e stanno prendendo le misure necessarie per garantire la sicurezza delle persone a bordo”, ha affermato Jayatissa.
Nelle scorse settimane alcune navi iraniane si erano dirette in India per partecipare a delle esercitazioni militari congiunte, una questione che sta provocando imbarazzo al governo guidato dal primo ministro Narendra Modi. Se anche una seconda nave nell’Oceano indiano dovesse essere colpita dai sottomarini statunitensi, si rischia un allargamento della guerra all’Oceano Indiano e all’Asia meridionale, già scossa dal conflitto tra Pakistan e Afghanistan.
Nel frattempo proseguono le operazioni di salvataggio dopo l’attacco statunitense contro la fregata iraniana avvenuto al largo di Galle. L’inchiesta giudiziaria sui corpi recuperati è stata aperta oggi presso il tribunale di Galle, dove il magistrato capo Sameera Dodangoda e il giudice aggiunto Maheshika Wijayathunga hanno disposto l’autopsia delle vittime. L’esame post mortem sarà condotto dal medico legale dell’ospedale nazionale di Galle.
Le strutture sanitarie locali stanno affrontando difficoltà logistiche nel gestire il numero elevato di cadaveri recuperati dal mare. Il direttore dell’ospedale ha spiegato che l’obitorio non ha la capacità di accogliere tutte le vittime e che le autorità stanno predisponendo container frigoriferi mobili per conservare i corpi. Il governo ha inoltre avviato contatti con il settore privato per ottenere ulteriori sistemi di refrigerazione. In totale 32 persone sono state salvate e ricoverate all’ospedale di Karapitiya, una delle quali si trova in terapia intensiva.
Il governo ha sottolineato che l’intervento delle forze di sicurezza è stato condotto esclusivamente su base umanitaria. “In quel momento non abbiamo indagato se si trattasse di un attacco militare o di un incidente legato alla guerra”, ha dichiarato un funzionario sanitario.
Parallelamente, un secondo caso sta attirando l’attenzione delle autorità. Un’altra nave iraniana si trova nelle acque internazionali vicino alla costa occidentale dello Sri Lanka, nei pressi di Panadura, secondo quanto scrivono le testate locali. L’ambasciata iraniana a Colombo ha chiesto al ministero della Difesa dello Sri Lanka l’accesso continuativo a un porto locale per rifornire l’imbarcazione di acqua potabile e cibo.
La situazione è emersa durante una visita dell’ex presidente Ranil Wickremesinghe all’ambasciata iraniana per firmare il libro di condoglianze dopo la morte dell’ayatollah Ali Khamenei. Dopo l’incontro, il governatore della provincia occidentale Hanif Yusoof ha informato il presidente Anura Kumara Dissanayake della situazione, per favorire una mediazione e consentire alla nave di entrare in un porto srilankese per ragioni umanitarie.
Alcuni esponenti dell’opposizione hanno criticato la gestione della crisi, sostenendo che la nave iraniana affondata ieri è rimasta in mare per ore senza poter attraccare a Galle mentre un sottomarino statunitense operava liberamente nell’area.
Altri gruppi politici hanno invitato il governo a mantenere una posizione di non allineamento nel conflitto internazionale in corso. Duminda Nagamuwa, esponente della People’s Struggle Alliance, ha dichiarato che lo Sri Lanka dovrebbe evitare di schierarsi in una guerra tra grandi potenze. “Il Paese deve mantenere una posizione indipendente”, ha affermato, denunciando al tempo stesso quella che ha definito una “guerra brutale e distruttiva”.
11/10/2023 10:04
23/08/2018 10:47





