10/04/2026, 10.30
SRI LANKA
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Colombo: 'Le stragi del 2019 ultimo atto di un piano che si poteva fermare'

di Melani Manel Perera

A sette anni dagli attentati che nel giorno di Pasqua provocarono 269 morti, il ministro della Sicurezza ha relazionato in Parlamento sullo stato delle indagini dopo la svolta giunta a febbraio con l'arresto dell'ex capo dei servizi di intelligence. Ricollegati allo stesso gruppo una lunga catena di atti criminali iniziati due anni prima, di cui Sallay era a conoscenza ma non agì. Il sospetto di un livello politico sopra il leader islamista Zahran Hashim.

Colombo (AsiaNews) - Le stragi della domenica di Pasqua che il 21 aprile 2019 provocarono la morte di 269 persone in chiese e alberghi dello Sri Lanka, non furono un evento isolato ma parte di una cospirazione iniziata nel 2017 e che aveva già messo in atto altri atti criminali. E che dunque, senza le coperture dei più alti vertici delle forze di sicurezza, si sarebbero potute evitare.

È il duro di accusa lanciato dal ministro della Sicurezza Pubblica del governo di Colombo, Ananda Wijepala, che a pochi giorni dal settimo anniversario degli attentati ha fatto il punto sulle indagini, dopo la svolta giunta il 24 febbraio scorso con l’arresto dell’ex capo dei servizi di intelligence (SIS) Suresh Sallay.

“Gli attacchi di Pasqua sono stati il risultato di una serie di eventi coordinati ed eseguiti sistematicamente nel corso di diversi anni dallo stesso gruppo”, ha dichiarato il ministro. Tra gli episodi precedenti che le indagini hanno ricollegato vi sono la distruzione di statue di Buddha a Mawanella il 22 e 23 dicembre 2017, l’uccisione di agenti di polizia a Vavunathivu il 30 novembre 2018, l’arresto di quattro sospetti con esplosivi e detonatori in un campo a Wanathawilluwa il 16 gennaio 2019, la sparatoria contro un individuo di nome “Thasleem” nell’area di Mawanella il 10 marzo 2019 e l’esplosione di una motocicletta nell’area di Palamunai a Kattankudy, Batticaloa, il 16 aprile 2019, appena cinque giorni prima delle stragi.

Secondo quanto riferito dal ministro Wijepala, le indagini hanno rivelato che Suresh Sallay aveva una conoscenza preventiva delle attività estremiste legate a militanti islamici e non ha adottato le misure necessarie per prevenire o denunciare questi fatti. “Se fossero state condotte indagini approfondite sugli omicidi degli agenti di polizia di Vavunathivu, gli attacchi della domenica di Pasqua si sarebbero potuti evitare”, ha dichiarato. Inoltre, si sospetta che Sallay possa aver agito direttamente o indirettamente per impedire l’identificazione delle persone e dei gruppi responsabili dell’organizzazione degli attacchi dopo le stragi.

Sulla base di questi elementi il ministro ha affermato che esistevano motivi sufficienti per sospettare ragionevolmente il suo coinvolgimento in attività illecite legate alla cospirazione e al supporto degli attacchi della domenica di Pasqua. Ed è stato questo a portare al suo arresto. Ha inoltre dichiarato che i risultati indicano che l’ex ministro Sivanesathurai Chandrakanthan, noto come “Pillayan” anche lui arrestato già da un anno, “aveva una conoscenza preventiva degli attacchi”.

Wijepala  ha anche sostenute che diverse prove suggeriscono la presenza di una persona e di un gruppo che operavano al di sopra di Zahran Hashim - il leader islamista considerato la mente degli attentati - e che ne avrebbero guidato le azioni.

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