15/02/2012, 00.00
HONG KONG - CINA
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Con l'Anno del Dragone, reparti maternità tutti prenotati fino ad ottobre

Gli ospedali pubblici e privati hanno già assegnato tutte le quote per madri non residenti: a Hong Kong c'è un enorme flusso di gestanti che dalla Cina vanno nel territorio a partorire. I residenti temono che spariscano i posti per loro.

Hong Kong (AsiaNews) - I posti dei reparti di maternità negli ospedali di Hong Kong sono tutti prenotati fino ad ottobre. Dopo solo un mese dal Capodanno lunare, vi sono migliaia di richieste di poter partorire entro i prossimi nove mesi. Ciò è dovuto alla fortuna dell'Anno del Dragone. Secondo l'astrologia cinese, i nati in questo Anno saranno molto fortunati e ricchi. Per questo, tutti i governi dell'estremo oriente prevedono per i prossimi mesi un aumento delle nascite.

 Ma ad Hong Kong i reparti di maternità sono già sotto stress per l'abitudine cresciuta in questi anni, secondo cui molte donne della Cina (naturalmente le più facoltose), cercano di partorire ad Hong Kong.

Per frenare "il turismo dell'utero", per quest'anno il governo del territorio ha stabilito che gli ospedali privati non offrano più di 3400 posti letto per persone non residenti. Lo scorso anno erano 10mila. Ma in tutto, le nascite di bambini da madri cinesi è stato di 31mila. In Hong Kong ogni anno nascono circa 90mila bambini.

 Secondo il South China Morning Post, almeno due ospedali private non hanno più posti liberi fino ad ottobre; altri otto ne hanno solo qualcuno. Ma anche gli ospedali pubblici sono ormai prenotati in pieno e non hanno altri posti letto disponibili per le madri non residenti.

 Molte madri gestanti di Hong Kong temono che al momento di decidere per il parto in ospedale non vi sarà posto per loro. Allo stesso tempo, alcuni ostetrici temono che se le madri provenienti dalla Cina, non avendo posti begli ospedali, si decidano a qualche soluzione di emergenza, mettendo a rischio la loro vita e quella dei nascituri.

 Per l'Anno del Dragone, in Cina si prevede già un incremento del 5% nelle nascite - pur con i limiti pesanti del figlio-unico - e una crescita del 27% nelle vendite di pannolini. A Hong Kong il 70% delle famiglie vorrebbe un figlio quest'anno; simili percentuali in Corea, Giappone e Vietnam. A Taiwan e a Singapore ci si aspetta un incremento del 20-30% nei parti, in due Paesi che hanno fra i più bassi tassi di nascite al mondo (0,9 e 1,13).

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