20/03/2008, 00.00
INDIA
Invia ad un amico

Digiuno e marce contro la “quotidiana” persecuzione dei cristiani in Orissa

Marcia di protesta di cristiani e parlamentari contro l’inazione del governo dell’Orissa per le violenze di Natale. Dopo mesi non ha fatto nulla per colpire i responsabili, né per proteggere e risarcire le vittime. Chiesto l’intervento del governo centrale.

New Delhi (AsiaNews) – Oggi pomeriggio l’arcivescovo Vincent Concessao, molti membri del parlamento e leader di gruppi religiosi faranno una marcia a New Delhi, dal Jantar Mantar al Parlamento, per chiedere giustizia per le vittime delle violenze di Natale contro i cristiani nel distretto di Kandhamal (Orissa). La protesta, cui partecipano anche 150 vittime delle violenze, rientra nelle manifestazioni e nello sciopero della fame iniziati il 18 marzo dal Consiglio globale dei cristiani indiani (Gcic) contro le autorità dell’Orissa, accusate di proteggere i responsabili e per chiedere l’intervento del governo centrale.

Mons. Concessao (diocesi di New Delhi) nell'inaugurare le proteste il 18 marzo, ha sollecitato il governo dell’Orissa e quello centrale a proteggere i diritti delle minoranze e a garantire la sicurezza per le vittime. A Natale nell’Orissa centinaia di fondamentalisti indù hanno scatenato una vera caccia al cristiano, distruggendo e incendiando centinaia di abitazioni, negozi, chiese e strutture della Chiesa, causando morti e feriti e costringendo migliaia di cristiani a fuggire per settimane nella foresta, in assenza dell’intervento della polizia. Centinaia di famiglie hanno perso casa e lavoro e non hanno ancora ricevuto alcun aiuto dallo Stato.

Sajan George, presidente del Gcic, è “molto preoccupato per l’immobilismo del governo dell’Orissa nel provvedere alle necessità essenziali degli sfollati” e fa “un appello a tutta la società civile per sostenere la causa delle vittime dell’odio contro le ingiustizie subite lo scorso Natale”. Accusa il governo dell’Orissa di non avere mantenuto l’impegno di fermare la violenza e aiutare le vittime, “che continuano a essere tormentate”. Molte famiglie del Kandhamal sono da allora confinate in campi profughi, dove spesso mancano i viveri e continuano minacce e piccole violenze, anche ad opera della polizia.

Ad AsiaNews, Sajan George dice che “la manifestazione di protesta sarà maggiore domani, Venerdì santo, giorno di preghiera e digiuno per i cristiani in tutto il mondo. In questa solenne occasione, vogliamo chiedere al governo di portare il Paese, e soprattutto l’Orissa, sulla via della giustizia e della pace”. (NC)

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
La vedova di Graham Staines: “Non perdere la speranza, pregare per l’India”
20/01/2009
Orissa, un bilancio dopo 3 mesi di violenze contro i cristiani
26/11/2008
Vescovo di Gandhinagar: lo Stato deve intervenire contro le violenze settarie
28/06/2007
Poso, violenze anticristiane: estremisti incendiano una chiesa protestante
23/10/2012
Cristiani e indù festeggiano insieme suor Lucy, sopravvissuta ai pogrom dell’Orissa
25/05/2019 11:24


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”