Disagio e scontento a Hong Kong
Hong Kong (AsiaNews) Preoccupazione per la situazione economica e scontento per l'atteggiamento succube dei politici verso Pechino, che spinge i giovani al disinteresse per la politica, caratterizzano la vita di Hong Kong che si prepara a "festeggiare" i sette anni trascorsi dal ritorno alla Cina. "Al di là delle celebrazioni, - racconta ad AsiaNews Lawrence, 56 anni, medico di Hong Kong - ciò che più mi colpì il 1 luglio 1997 era lo stato d'animo della gente, la contraddittorietà e l'ambivalenza dei desideri e delle aspettative divise tra la voglia di tornare, finalmente, a far parte della propria terra d'origine (anche se di regime comunista) e il legame con la tradizione politica e culturale inglese".
A sette anni dal passaggio di poteri, a suo parere, "nella vita di tutti i giorni la popolazione di Hong Kong non avverte grandi cambiamenti, né posso dire ci siano difficoltà rispetto a quando eravamo governati dagli inglesi. Anzi, apparentemente sembra quasi che sia aumentata la libertà. Sotto il Regno Unito, infatti, non potevamo scegliere chi stava al potere, ora invece la gente ha la sensazione di poter in qualche modo influenzare la politica. Purtroppo è solo un'illusione: il diritto al voto è privilegio solo di una parte della cittadinanza, e la popolazione non si sente rappresentata dai politici al governo, troppo legati alla linea di Pechino".
Dove si avverte molto la differenza è per la situazione attuale dell'economia. "Il governo cinese non mantiene le promesse fatte e la popolazione chiede, con insistenza, che si presti maggiore attenzione a questo aspetto da sempre centrale nella vita della città".
Al disagio i giovani reagiscono con il disinteresse per la politica, posizione confermata dai dati emersi dal sondaggio condotto (da ottobre a dicembre dello scorso anno) dall'Organizzazione giovanile cristiana "Breakthrough". Alle elezioni per il Consiglio Legislativo, infatti, solo il 22% degli 845 intervistati (di età compresa tra i 18 e i 29 anni) ha regolarmente votato, mentre sui 1.287 intervistati, tra i 15 e i 29 anni, quasi il 60% ha ammesso che la sua conoscenza dell'attualità è piuttosto insufficiente e si ritiene sfiduciato nei confronti dei politici, guidati solo da interessi personali. D'altro lato, solo il 37% ha dichiarato di informarsi regolarmente su temi legati alla società e alla politica.
Uno dei ricercatori impegnati nel sondaggio, Chan Chi-fu, ha sottolineato che "una maggioranza significativa degli intervistati sente la mancanza di un valido interlocutore con cui parlare di questi argomenti".
Appare fuori dal coro Francis, un ventinovenne cattolico, studente di sociologia, alla domanda su come e in che misura viene recepito dai giovani di Hong Kong il problema della libertà d'espressione da una parte conferma che "in generale non è avvertito nessun tipo di limitazione. La gioventù di Hong Kong, non si interessa troppo di problemi culturali o religiosi, né avverte il bisogno di schierarsi politicamente". Dall'altra, forse per la sua esperienza di cattolico, per cui la sua libertà religiosa è strettamente legata a quella politica, Francis afferma che "ultimamente, però, è molto sentito il dibattito tra le istanze del governo cinese e quelle democratiche dell'opposizione. Proprio questo attrito fa temere, in generale, un indebolimento della libertà d'espressione in campo politico".
Preparativi intanto fervono al Victoria Park, che sarà teatro, il 1 luglio, di una manifestazione di protesta alla quale i media si stanno preparando "senza grande affanno".
Notizie su una diretta radiofonica arrivano solo da Radio Commercial, che allestirà uno studio temporaneo per trasmettere la manifestazione. Il programma sarà condotto da cinque radiocronisti che commenteranno l'evento e intervisteranno le personalità presenti alla marcia.
"Non prenderemo nessuna posizione politica riguardo la dimostrazione, ha detto Leung Man-tao, consulente del programma, la manifestazione è un evento di grande interesse pubblico e Radio Commercial è in dovere di utilizzare in modo appropriato i suoi mezzi per informare gli ascoltatori su cosa succede. È una sorta di servizio pubblico". Il programma, infatti, potrebbe evitare il ripetersi della confusione che ha caratterizzato la manifestazione dell'anno scorso, trasmettendo informazioni sui trasporti e le misure di sicurezza.
La RTHK, ente radiofonico rivale, non ha previsto, invece, alcun tipo di programma straordinario per il 1 luglio. [MA]
29/06/2020 10:43