Dopo Jakarta 3 morti anche a Makassar nelle proteste che scuotono l'Indonesia
Innescate dall'aumento di un'indennità dei parlamentari sono state accentuate dalla dura repressione della polizia, che ha travolto con i blindati un autista di mototaxi. Nella provincia di South Sulawesi incendiato il parlamento locale. Sullo sfondo il malcontento per le riabilitazioni di Prabowo. Un ex-generale grida al "complotto di forze straniere". Forum della Società Cattolica Indonesiana: "No a violenza contro i manifestanti, la democrazia sia riportata sul giusto percorso".
Jakarta (AsiaNews) - Dopo tre giorni di dure proteste a Jakarta con la morte di un’autista di un moto-taxi investito da un blindato della polizia, l’Indonesia è scossa da altre gravi notizie di violenze. Le autorità hanno confermato oggi che almeno altre tre persone sono rimaste uccise, cinque ferite e decine di auto e motociclette sono state distrutte durante le rivolte scoppiate la scorsa notte a Makassar, capoluogo della provincia del Sulawesi Meridionale. I manifestanti hanno incendiato l’edificio del parlamento regionale, nell’ondata di proteste rappresentano la prima grande prova per il governo del presidente Prabowo Subianto. Anche a Bandung, capoluogo della provincia di Giava Occidentale, diversi edifici commerciali e abitazioni private sono stati dati alle fiamme.
A Jakarta, dove le proteste sono cominciate, le strade principali sono tornate oggi alla normalità dopo tre giorni di disordini che hanno causato enormi ingorghi stradali e generato un’ansia diffusa simile alle rivolte del 1998, che portarono alla fine del regime autoritario trentennale del presidente Suharto. Piccoli presidi di manifestanti rimangono comunque davanti alle stazioni di polizia per monitorare la situazione. Chiedono la rimozione del Capo della polizia nazionale, il generale Listyo Sigit Prabowo, e del Capo della polizia di Jakarta, il generale Asep Edi Suheri, accusandoli di non essere riusciti a garantire la sicurezza pubblica e di aver usato una forza eccessiva, che ha portato alla morte del guidatore.
La protesta era partita quattro giorni fa come risposta a un aumento delle indennità per i parlamentari: l’innalzamento a 50 milioni di rupie (circa 2600 euro ndr) dell’assegno mensile destinato ai membri della Camera dei Rappresentanti ha alimentato l’indignazione pubblica, soprattutto dopo la circolazione di video che mostravano i parlamentari ballare durante la sessione plenaria. Questi comportamenti sono andati a sommarsi al malcontento per la decisione del presidente Prabowo Subianto di premiare alcune élite dal passato discutibile, mettendone in dubbio la credibilità. L’uccisione dell’autista da parte della polizia durante le proteste ha ulteriormente infiammato gli animi, alimentando il timore di rivolte ancora più gravi nei prossimi giorni.
In questo clima l’ex generale AM Hendropriyono, già capo dell’intelligence, ha lanciato l’accusa secondo cui “interessi capitalisti stranieri” starebbero usando “proxies” locali per destabilizzare l’Indonesia. “Conosco i dettagli ma non rivelerò ancora i nomi,” ha detto, promettendo di informare direttamente il presidente Prabowo prima di rendere pubblica la questione. L’analista politico Eddy Suhardono, commentando ad AsiaNews la morte dell’autista di tazi, ha espresso la preoccupazione, che il panico tra le forze di sicurezza possa portare a “azioni involontarie con conseguenze indesiderate”.
Già ieri anche il Forum della Società Cattolica Indonesiana (FMKI) ha rilasciato una forte dichiarazione pubblica in merito all’accaduto. Nel testo viene espresso profondo cordoglio per la vittima, definita parte di una “tragedia della democrazia” causata dalla violenza statale che ha violato i diritti umani e i principi democratici. Condannando questo atteggiamento viene richiesta l’immediata cessazione di ogni forma di violenza statale contro i civili che esercitano il diritto alla libera espressione.
Alle élite politiche - inclusi parlamentari e leader di partito - l’organismo cattolico chiede di “porre fine all’arroganza e all’insensibilità che feriscono la fiducia pubblica” e invita il presidente Prabowo e gli altri leader nazionali e regionali ad “adottare azioni concrete e misurabili per riportare la democrazia sul giusto percorso e garantire giustizia per questa tragedia”. “Le élite politiche – è l’appello del Forum della Società Cattolica Indonesiana - ponga fine alle lotte di potere che consumano energie nazionali e deviano il Paese dai suoi ideali fondanti, salvaguardando l’ordine pubblico e la stabilità per evitare ulteriori escalation”.
31/03/2021 14:52
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