30/09/2006, 00.00
ISRAELE - INDIA
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Dopo millenni in India torna nella terra di Israele la tribù dispersa

I presunti discendenti della Bnei Menashe, una delle dieci tribù disperse di cui parla la Bibbia, stanno per lasciare l'India dopo 2700 anni. Risiederanno negli insediamenti israeliani della West Bank.

Tel Aviv (AsiaNews/Agenzie) – Un gruppo di 218 persone provenienti da una zona montuosa del nord-est dell'India è pronta per essere accolta in Israele. Si tratta dei presunti discendenti della tribù Bnei Menashe, una delle dieci disperse dopo l'esodo dalla Terra promessa di cui parla la Bibbia. La notizia è stata confermata ieri da fonti governative israeliane.

Per Michael Freund, fondatore della Shavei Israel [associazione che aiuta gli "ebrei dispersi" a tornare in Israele ndr] si tratta di "un punto di svolta. E' un evento storico, perché i membri della tribù dispersa potranno tornare a casa dopo 27 secoli".

I membri della tribù si sono già convertiti all'ebraismo in maniera formale in India, nonostante le proteste – anche a livello diplomatico – di New Delhi. I rabbini inviati negli Stati indiani del Mizoran e Manipur dal capo rabbino sefardita di Israele, Shlomo Amar, hanno seguito la conversione dei tribali e li hanno dichiarati "discendenti di ebrei".

La tribù conta circa 7mila membri: di questi, già mille vivono fra la Striscia di Gaza e gli insediamenti in Cisgiordania. Per gli avvocati che hanno perorato la loro causa presso i governi israeliano ed indiano, il punto d'arrivo dei dispersi "non nasce da una decisione politica, ma pratica". Sono i coloni di quelle zone, infatti, gli unici che hanno stanziato dei fondi per "far tornare i loro fratelli in patria".

Il Mizoram è uno Stato a prevalenza cristiana, mentre la maggior parte della popolazione del Manipur è indù. All'inizio del 20° secolo, i membri della tribù si erano convertiti al cristianesimo.

Zaitthangchungi, un ricercatore locale e autore del libro "L'identità dei mizo (abitanti del Mizoram) di Israele", ha dichiarato che "la maggioranza della popolazione non conosce la lingua ebraica, anche se sono molti che ora hanno cominciato a studiarla". "I riti che officiano – continua – sono invece del tutto analoghi a quelli praticati in Israele".  

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