27/10/2007, 00.00
INDIA
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Fondamentalisti aggrediscono a bastonate 5 suore in Madhya Pradesh

di Nirmala Carvalho
Gli aggressori, membri di un gruppo estremista indù, accusano le religiose di convertire la popolazione locale. Dalla diocesi di Indore: “Solo un pretesto per giustificare la brutalità usata per fini politici, ma non siamo disposti a tollerare questa violazione alla democrazia e alla libertà religiosa”.
Mumbai (AsiaNews) – L’accusa di conversione forzata al cristianesimo è stata ancora una volta il pretesto usato da fondamentalisti indù per aggredire membri della comunità cattolica. Ieri 5 suore Clarettiane sono state prese a bastonate da alcuni attivisti del Dharma Raksha Samiti (Comitato per la protezione della religione), formazione integralista favorevole al sati (il suicidio rituale della moglie rimasta vedova, ndr). L’incidente è avvenuto nel pomeriggio a Raseli, nella diocesi di Indore, Stato di Madhya Pradesh. La polizia ha rifiutato fino all’ultimo la richiesta della diocesi di presentare denuncia.
 
Le religiose, ora ricoverate con gravi ferite al Bhandari Hospital, sono tutte molto giovani: suor Jincy, 40 anni, suor  Sayujia, 27, suor Pavitra, 26, suor Sweta, 26 anni, e suor Anna Maria, 27. “Stavamo tornando a casa dopo aver partecipato alla recita del rosario nell’abitazione del nostro autista, Anil, cattolico dalla nascita, quando ci hanno aggredite”, racconta suor Jincy. Uno dei responsabili del Dharma Raksha Samiti locale, Kamal Waghela, accusa le religiose di “convertire gli abitanti locali, le cui lamentele hanno generato lo scontro”.
 
Alle accuse risponde direttamente il portavoce della diocesi di Indore: “È solo un modo facile per giustificare la brutalità usata contro religiose donne, combatteremo questo modo di agire con le unghie e con i denti”. Anche mons. Leo Cornelio, presidente del Consiglio dei vescovi di Madhya Pradesh e Chattisgarh, usa parole dure nel commentare l’episodio: “Finora abbiamo sofferto in silenzio, ma sembra che le organizzazioni fondamentaliste abbiamo scambiato il nostro silenzio per debolezza; quello contro le suore Clarettiane è un attacco alle donne e alla nostra democrazia”.
 
Appena appresa la notizia la diocesi ha indetto uno sciopero della fame per oggi come segno di protesta. La polizia locale si è rifiutata di registrare la denuncia, finché i responsabili della comunità cattolica non hanno concordato di far slittare lo sciopero al 28 ottobre. Ad Indore infatti oggi si svolge un incontro degli industriali del Madhya Pradesh e la protesta dei cattolici contro l’inazione della polizia e del governo avrebbe potuto nuocere all’immagine dell’evento. Ad AsiaNews mons. Cornelio confida la sua preoccupazione: “Quello che allarma è che queste frange estremiste sono così influenti politicamente, che le autorità stesse non riescono a garantire ai cittadini ordine e protezione. In questo modo il fanatismo continua impunito a fomentare il sentimento contro le minoranze. Non possiamo più tollerare questi atti medievali,la nostra libertà religiosa non è negoziabile”.
 
Padre Anand Muttungal, della diocesi di Indore, ha apprezzato la solidarietà arrivata da “varie Ong, gruppi interreligiosi e organizzazioni laiche, come pure da politici di sinistra” e ha spiegato: “I fondamentalisti si preparano in questo modo il terreno per le elezioni parlamentari, che si terranno il prossimo anno”.
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