11/11/2011, 00.00
AFGHANISTAN
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Ghazni, madre e figlia lapidate a morte per adulterio a 300 metri dagli uffici governativi

Fonti di AsiaNews sottolineano che la sharia è l’unica legge in Afghanistan. In dieci anni la comunità internazionale non ha fatto nulla per insegnare alla popolazione il rispetto dei diritti umani.
Kabul (AsiaNews) – “A 10 anni dalla caduta dei talebani l’Occidente non è riuscito ad insegnare agli afghani il rispetto e la dignità verso gli esseri umani. Qui ciò che vige è la sharia, non le leggi dei Paesi civili”. È quanto affermano fonti di AsiaNews sulla lapidazione per adulterio di due donne, madre e figlia, avvenuta ieri a Ghazni (138 km a sud ovest di Kabul) a poche centinaia di metri dagli uffici governativi. Le fonti fanno notare che l’area è ancora sotto il controllo delle forze internazionali, anche se di recente è passata in mano al governo locale. “Queste violenze – sottolineano - avvengono davanti agli occhi di tutti”.

Ieri sera un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione nella casa delle due donne perché accusate di adulterio. Gli estremisti hanno costretto la madre, una giovane vedova, e la figlia a sdraiarsi sul pavimento. Essi le hanno prima tramortite con grosse pietre e infine freddate con un colpo di pistola alla testa. Il fatto è avvenuto a soli 300 metri dalla sede del governo locale, ma la polizia è intervenuta in ritardo. Nessun vicino ha dato l’allarme, nonostante le urla e i colpi di arma da fuoco. Alcuni funzionari sostengono che l’omicidio è frutto di una fatwa lanciata dall’imam locale, nella quale si invita la popolazione a denunciare chi commette adulterio.

Le fonti sottolineano che da tempo gli imam anche nella capitale aizzano i fedeli contro gli stranieri e invitano a seguire alla lettera i precetti della sharia.

A dieci anni dalla cacciata dei talebani, sembra che nulla sia cambiato. “La comunità internazionale – sottolineano le fonti – ha speso miliardi di dollari per questo Paese, ma sono stati utilizzati solo per creare un esercito e arricchire l’elite politica. Poco o nulla si è fatto per la popolazione. A Kabul basta uscire dal quadrilatero intorno al palazzo del governo, per vedere case fatiscenti, strade di fango e povertà. Nessuno testimonia a questa gente la convenienza della democrazia. Poco è stato fatto per costruire scuole, ospedali e imprese”.

Secondo la fonte, un’altra responsabilità dell’Occidente è non aver agito sul piano legislativo, consentendo al governo di usare la sharia come unica fonte del diritto, con la scusa di rispettare la politica interna. “A tutt’oggi il governo è debole, corrotto e poco credibile – continuano – estremisti e autorità religiose fanno ormai ricorso senza paura alla legge di Maometto per risolvere le controversie, e questo nella totale impunità”. (S.C.)
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