15/02/2014, 00.00
SIRIA - ONU
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Ginevra II, chiuso con un nulla di fatto il secondo round di colloqui

Il mediatore Onu Lakhdar Brahimi si è scusato con il popolo siriano per non essere riuscito a fare progressi. Il punto principale di scontro è il governo di transizione, che Damasco ha rifiutato con forza. L'opposizione continua a chiedere la rimozione di Assad.

Ginevra (AsiaNews/Agenzie) - Il secondo round dei colloqui di pace in corso a Ginevra si è chiuso con un nulla di fatto. Lo ha annunciato il mediatore delle Nazioni Unite Lakhdar Brahimi, che si è scusato con il popolo siriano per non essere riuscito a fare progressi. Il diplomatico ha cercato fino all'ultimo momento di convincere le parti in causa almeno a fissare una nuova data per i prossimi incontri, ma senza ottenere il risultato.

I funzionari del governo siriano presenti all'incontro hanno escluso "con fermezza" la possibilità di rimpiazzare il presidente Bashar al-Assad, mentre il portavoce dell'opposizione Louay Safi ha dichiarato che proprio la compagine governativa "non è riuscita a dimostrare alcun senso di responsabilità".

Damasco continua a sottolineare la "necessità primaria di combattere contro i terroristi", mentre la controparte non vuole alcun accordo se prima non si nomina un'amministrazione di transizione che guidi la Siria verso nuove elezioni. Proprio questo punto, ha detto Brahimi, "non è stato superato per l'opposizione del governo in carica".

Nel frattempo, la popolazione siriana sembra considerare "inutili" i colloqui, dato che dopo due round non si è ottenuto quasi nulla. Al momento l'unico accordo di un certo valore è quello che permette ai civili di lasciare la città di Homs e di permetterne l'ingresso ai team di soccorso, che portano aiuti umanitari. Tuttavia lo stesso accordo sembra essere ancora lontano da qualche risultato di rilievo. 

Dal punto di vista militare, la situazione sul campo non accenna a migliorare. Dall'inizio del primo round di colloqui, lo scorso 22 gennaio, sono morte in Siria almeno 5mila persone. Il presidente americano Barack Obama ha dichiarato di "aver preso in considerazione" una nuova strategia per mettere "ancora più pressione" su Assad, ma ha aggiunto che non si attende una risoluzione a breve termine della questione.

Parlando dalla California, dove ha incontrato il re Abdullah di Giordania, Obama ha detto: "Ci saranno alcuni passi intermedi che possiamo prendere per mettere pressione al regime, e stiamo continuando il nostro lavoro con tutte le parti in causa per cercare di trovare una soluzione diplomatica alla situazione". Tuttavia, l'inquilino della Casa Bianca non ha specificato quali siano questi "passi intermedi".

 

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