30/06/2015, 00.00
NEPAL
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Global Peace Index: Il “Paese di Buddha” è meno pacifico dell’Europa "cristiana"

I dati relativi al 2015 dell’Istitute for Economics and Peace piazzano il Nepal al 62mo posto su 162 nella classifica degli Stati più pacifici al mondo. Tra primi 10, sei sono europei. Esperto nepalese: “Non basta dire che è il Paese di Buddha per rendere pacifico il Nepal”.

Kathmandu (AsiaNews) – Il Nepal si piazza al 62mo posto su 162 nel Global Peace Index, classifica pubblicata ogni anno dall’Institute for Economics and Peace (Iep) che valuta Paesi da tutto il mondo secondo 22 indicatori, riguardanti il livello di crimini violenti, il coinvolgimento in conflitti e il tasso di militarizzazione. In testa alla classifica si è confermata l’Islanda, e tra i primi 10 classificati ben sei Paesi sono europei.

L’esperto culturale nepalese Surendra K. C. ha detto che “il Nepal è il luogo di nascita di Buddha e Buddha è associato alla pace, ma oggi vediamo che i Paesi di Gesù Cristo sono più pacifici. Questo fatto può dimostrare che la cristianità sta andando verso la pace – ha aggiunto – e verso l’armonia della Terra. Le preghiere e le preoccupazioni di Papa Francesco per la pace dell’umanità hanno contribuito al progresso in molti Paesi europei”.  “Non si può rendere uno Stato pacifico – ha concluso – solo dicendo che è la patria del Buddha. Occorre lavorare in solidarietà”.

Lo studio dello Iep mostra che, pur essendo questo il secolo più pacifico della storia, negli ultimi sette anni il tasso globale di pace è calato in modo considerevole. Dal 2008 a oggi, 111 Paesi hanno visto peggiorare la propria condizione, mentre solo 51 sono divenuti più pacifici. La Libia è lo Stato più regredito – “caduto in una guerra civile tra gruppi islamisti e nazionalisti” – seguito dall’Ucraina (che non viene classificata come Europa ma come Eurasia) che soffre dello scontro con in separatisti russi.

Secondo il rapporto, “l’Europa mantiene la sua posizione come regione più pacifica al mondo, sostenuta dalla mancanza di conflitti interni ed esterni”.

In fondo alla classifica si trova la Siria, preceduta dall’Iraq, mentre gli Stati Uniti – che hanno basso punteggio per militarizzazione, omicidi e violenza interna – sono migliorati in maniera lieve dall’anno scorso, passando dalla 101 alla 94ma posizione.

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