22/07/2013, 00.00
BRASILE-VATICANO
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Gmg: Papa, "c'è il rischio di avere una generazione che non ha avuto lavoro"

Durante il volo che lo porta a Rio de Janeiro, incontrando i giornalisti Francesco parla della crisi mondiale che "non fa cose buone per i giovani". Va superata la "cultura dello scarto", che ora viene applicata anche alle persone, in particolare agli anziani, ma anche alle nuove generazioni, che vengono "isolate".

Rio de Janeiro (AsiaNews) - "La crisi mondiale non fa cose buone con i giovani" e "abbiamo il rischio di avere una generazione che non ha avuto lavoro". Situazione mondiale vista in particolare nella prospettiva delle nuove generazioni nel breve incontro che papa Francesco ha dediato alla settantina di giornalisti che sono sull'aereo che lo porta a Rio de Janeiro per la 46ma Giornata mondiale della gioventù

Il Papa ha sottolineato la gravità della situazione occupazionale nei diversi Paesi e delle sue ricadute morali oltre che economiche: "dal lavoro viene la dignita' personale di guadagnarsi il pane". Francesco ha raccontato di aver letto la settimana scorsa le statistiche con le percentuali dei senza lavoro, dalle quali si evince che non sarà facile per i disoccupati di oggi trovare domani un impiego. "Siamo abituati - ha aggiunto - a questa cultura dello scarto: con gli anziani si fa tanto spesso, ed è un'ingiustizia perché li lasciamo da parte, come se non avessero niente da darci, e invece essi ci trasmettono la saggezza e i valori della vita, l'amore per la patria, l'amore per la famiglia: tutte cose di cui abbiamo bisogno. Ma ora tocca anche ai giovani di essere scartati". "Dobbiamo tagliare questa abitudine di scartare le persone", sostituendola con "una cultura dell'inclusione, dell'incontro, e uno sforzo per portare tutti nella societa'".

E anche un invito ai giornalisti: "vi chiedo di aiutarmi e lavorare per il bene della società dei giovani e degli anziani".
"In Brasile - ha detto ancora il Papa, riferendosi alla Gmg - vado a incontrare i giovani del mondo. Vorrei trovare i giovani non isolati dalla loro vita, ma inseriti nel tessuto sociale, nella società, perché  quando li isoliamo, togliamo loro l'appartenenza alla famiglia, alla patria, alla cultura, alla fede". Il loro isolamento è "un'ingiustizia". "Non dobbiamo isolarli da tutta la società, essi sono il futuro perché hanno la forza, andranno avanti. Ma anche l'altro estremo, gli anziani, sono il futuro del popolo: con i giovani che hanno la forza dobbiamo includere anche gli anziani che hanno la saggezza della vita"."Un popolo ha futuro se va avanti con la forza dei giovani e con gli anziani".

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