01/08/2023, 09.42
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Gmg: dalla Turchia allo Yemen, il cammino dei giovani col Papa a Lisbona

di Dario Salvi

Per i giovani turchi è una occasione per “costruire una Chiesa locale” incontrando cristiani di altre diocesi o vicariati. Nella delegazione del Golfo presente anche un giovane dello Yemen. I libanesi ricorderanno con l’adorazione e la preghiera la drammatica esplosione del 4 agosto 2020, nel terzo anniversario. Ausiliare di Baghdad: la speranza di un incontro in Medio oriente. 

Milano (AsiaNews) - L’occasione per i giovani turchi di “costruire una Chiesa locale”; la presenza di un cattolico dallo Yemen, nazione da anni teatro di una guerra sanguinosa in cui si sono consumati massacri e violenze (anche) sulla sparuta comunità cristiana, come testimonia il sacrificio delle suore di Aden, “seme di Madre Teresa” in terra d’Arabia; il viaggio dei cristiani iracheni “contenti” di rappresentare la Chiesa del Paese e rinnovare l’incontro con papa Francesco dopo il viaggio apostolico del marzo 2021; il momento di “adorazione e preghiera” dei giovani libanesi, per ricordare le vittime della drammatica esplosione al porto di Beirut del 4 agosto 2020. Sono alcune delle intenzioni che animano il cammino di centinaia di ragazzi e ragazze provenienti da varie nazioni del Medio oriente e diretti a Lisbona, in Portogallo, per la Giornata mondiale della gioventù (Gmg) in programma dal 2 al 6 agosto. Un appuntamento all’insegna del tema “Maria si alzò e se ne andò in fretta”, passo scelto dal pontefice e tratto dal Vangelo di Luca, primo appuntamento globale della Chiesa rivolto ai giovani post-pandemia Covid-19.

Per i fedeli provenienti dalla Turchia è una occasione per “costruire una Chiesa locale”, rispondendo ad un’urgenza richiamata più volte in passato dallo stesso vicario d’Anatolia mons. Paolo Bizzeti. Così p. Antuan Ilgıt, gesuita e vicario generale, racconta ad AsiaNews una delle intenzioni che animano la partecipazione dei giovani all’incontro col papa agli estremi confini occidentali dell’Europa. Una presenza rimasta in sospeso nei mesi scorsi per molti di loro, soprattutto per quelli provenienti dalle zone più martoriate dal devastante sisma che ha colpito Turchia (e Siria) a febbraio, ma che “grazie alla solidarietà e all’aiuto della Chiesa di Reggio Emilia” è diventata realtà. “Partecipano 35 fra ragazzi e ragazze” provenienti dalle diocesi e vicariati di Istanbul, Anatolia e Smirne. “Abbiamo incluso - racconta il sacerdote - anche un paio di studenti cattolici africani e venezuelani, in Turchia per una borsa di studio. Vi sono armeni, caldei, siriaci, neo-battezzati, un paio di catecumeni a rappresentare, in una certa misura, uno spaccato della Chiesa e della comunità cristiana turca”. Alcuni hanno presenziato a precedenti Giornate, ma i più escono “per la prima volta” dal loro Paese ed è “grande l’entusiasmo di andare a Lisbona, incontrare il papa e altri giovani, per una vera esperienza di cattolicità”. 

Il viaggio di avvicinamento è già iniziato, in compagnia di 1600 giovani della diocesi di Reggio Emilia (gemellata con l’Anatolia) e di altri 80 giordani di passaggio in Italia. “Ci stiamo muovendo assieme - racconta p. Antuan - celebrando all’inizio la messa a Reggio Emilia e promuovendo momenti di scambio e riflessione. La prima tappa è stata Barcellona, dove abbiamo celebrato una messa nella Sagrada Familia presieduta dal gesuita p. Jean Paul Hernandez, poi ci siamo diretti a Toledo”. Vi è anche un momento di testimonianza, in cui un giovane turco, uno italiano e un giordano raccontano la loro esperienza di fede e di vita. “Coi ragazzi dell’Anatolia - prosegue - abbiamo avviato i preparativi prima del terremoto, poi in seguito alla devastazione volevamo annullare la partecipazione per le difficoltà, economiche e non, delle famiglie”. Tuttavia, la solidarietà della diocesi del nord Italia ha permesso di proseguire quello che viene definito “cammino” di avvicinamento a Lisbona. “I giovani - spiega il sacerdote - desiderano condividere, aprirsi all’altro, conoscersi anche fra le diverse realtà di Istanbul, Anatolia e Smirne visto che non sono molte le occasioni per trovarsi in patria”. Finora, conclude p. Antuan, “i ragazzi e gli accompagnatori sono stati molto colpiti dall’ospitalità ricevuta, dalla partecipazione delle famiglie, dalle messe e dai canti, dall’entusiasmo sperimentato. A questo proposito - conclude - per le strade di Barcellona i ragazzi hanno sventolato bandiere turche e cantato inni religiosi, sottolineando quanto sia bello essere turchi e cristiani”. 

Anche il cammino dei giovani del vicariato apostolico dell’Arabia meridionale (Emirati Arabi Uniti, Oman e Yemen) è già iniziato, come racconta ad AsiaNews mons. Paolo Martinelli. Sono 250 fra ragazzi e ragazze degli Emirati Arabi Uniti (Eau), cui si sommano 20 giovani dall’Oman e “uno anche dallo Yemen”, partiti “diversi giorni fa” per un “pellegrinaggio in diverse nazioni d’Europa, in particolare a Lourdes. Si sono preparati per tutto l’anno. Prima di partire - prosegue - vi è stato un momento formativo ad Abu Dhabi” guidato dal vicario e alcuni formatori con “meditazioni, animazioni, danze e canti ispirati al tema” della Gmg, evento cui parteciperà lo stesso mons. Martinelli che si unirà al gruppo. “I giovani - racconta - sono pieni di entusiasmo sia per il cammino che stanno facendo, sia per quello che vivranno a Lisbona”. In questi giorni, prosegue mons. Martinelli, “li seguo attraverso i video” che pubblicano sui social. “Hanno il desiderio - aggiunge - di incontrare altri giovani cristiani provenienti da tutto il mondo per scambiare le esperienze, accogliere la parola di Dio e lasciarsi ‘muovere’ da essa, come Maria verso la cugina Elisabetta”.

Alla base del cammino vi è il “proposito di essere amati e di amare” e di “scoprire il proprio compito nel mondo, la vocazione. Si sentono fatti per cose grandi. Desiderano incontrare papa Francesco, molto amato dai nostri giovani” che mantengono vivo il ricordo della visita nel febbraio 2019 “per la firma del documento  [sulla Fratellanza umana], la celebrazione eucaristica nello stadio di Abu Dhabi e la visita alla cattedrale di san Giuseppe”. Una presenza che ha spinto “al confronto con tutti” e “all’impegno per la pace e la giustizia”, riscoprendo “l’importanza del dialogo con le diverse religioni, per noi specialmente con i musulmani”. Infine, conclude il vicario d’Arabia, “i giovani vanno dal papa per essere sostenuti nel compito di salvaguardia del creato: la Laudato Sì è un testo che riprendiamo spesso ed è un tema che negli Emirati sentiamo con forza, in vista del Cop28 che si svolgerà a Dubai”.

Dall’Iraq sono un centinaio i giovani che parteciperanno alla Gmg e già ora si trovano nella capitale lusitana, come conferma mons. Basilio Yaldo, ausiliare di Baghdad e braccio destro del patriarca caldeo card. Louis Raphael Sako. “Sono contenti - sottolinea - di rappresentare la Chiesa cattolica in Iraq” e a guidarli in questo cammino vi sono “sette preti e cinque suore, anch’essi giovani”. La Gmg indetta per la prima volta da san Giovanni Paolo II, spiega in una riflessione pubblicata sul sito del patriarcato caldeo, sono “una prova dell’amore di Dio e dell’incontro con i fratelli” e hanno un carattere “universale” con l’obiettivo di promuovere la “fratellanza”. Augurandosi che in futuro una nazione del Medio oriente possa ospitare l’evento, mons. Yaldo ricorda come “la cosa bella di questi incontri è lo scambio di esperienze, la conoscenza di culture e il vivere come fratelli” senza guardare a “razza, genere, etnia”. “Con questi incontri - conclude - si costruiscono ponti” e i giovani diventano “strumenti di pace di cui il mondo ha bisogno”.

Infine, dal Libano sono attesi almeno 475 giovani 200 dei quali hanno potuto prendere parte alle giornate portoghesi grazie al contributo della commissione giovanile dell’Assemblea dei patriarchi e vescovi cattolici del Libano (Apecl). Altri ancora appartengono ai diversi movimenti presenti nel Paese (dai neo-catecumenali al Chemin Neuf, fino al Rinnovamento nello Spirito Santo), oltre a rappresentanze di alcune diocesi come Antelias e Batroun. Ad accompagnare la delegazione vi sarà l’arcivescovo greco-cattolico di Beirut mons. Georges Bacouni, cui si uniscono altri otto sacerdoti per una delegazione che intende rappresentare al meglio le varie anime della Chiesa libanese. Presenti pure il presidente del comitato Roy Jreich e il cappellano p. Charbel Daccache. L’evento giunge in concomitanza con l’anniversario della doppia esplosione al porto di Beirut del 4 agosto 2020: da qui la decisione di promuovere durante la giornata un’ora di “adorazione e preghiera” nella cattedrale di Lisbona, in unione “con tutti i libanesi nel mondo” segnati dalla tragedia.

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