05/10/2006, 00.00
INDIA
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Gorakhpur, è il dialogo interreligioso "l'unica strada per fermare la violenza"

di Prakash Dubey

Il nuovo vescovo della diocesi dell'India settentrionale, mons. Thomas Thuruthimattam, ha invitato i cattolici a costruire ponti di cooperazione con i fedeli di altre religioni. Invito all'evangelizzazione, compito e missione di ogni cristiano.

Gorakhpur (AsiaNews) – E' il dialogo interreligioso "l'unica strada possibile per fermare la violenza e l'odio fra le religioni nell'India settentrionale", ma questo "non deve nascere solo da leader pieni di buona volontà, bensì dai fedeli stessi". E' questo il monito del nuovo vescovo di Gorakhpur, mons. Thomas Thuruthimattam, ordinato il 1° ottobre scorso nella cattedrale diocesana.

Nel corso della sua prima omelia vescovile, mons. Thuruthimattam – di rito siro-malabarese – ha detto: "Il fanatismo religioso e la violenza oramai permeano la psiche della popolazione. Dobbiamo impegnarci per far capire a tutti che sono invece l'amore e la fraternità i veri pilastri su cui fondare i rapporti fra gli uomini. Questo è il nostro imperativo, è un mandato divino".

Il neo-vescovo, di 59 anni, è stato nominato a capo della diocesi lo scorso luglio, quando il suo predecessore, mons. Dominic Kokkat, ha presentato le dimissioni per motivi di salute. La diocesi ha una popolazione di circa 20 milioni di abitanti, di cui 3mila cattolici: questi svolgono un ruolo molto importante in campi come l'istruzione ed i servizi sociali. Fra gli abitanti, il 40 % non ha accesso ad alcun tipo di educazione.

Secondo il presule, è "dobbiamo costruire ponti di cooperazione fra i fedeli, che insieme possono migliorare la situazione dell'educazione degli strati sociali più bassi ed aiutarli a progredire nella scala sociale".

Secondo questi inviti, mons. Thuruthimattam ha scelto due motti "Liberare gli esseri umani" e "Manifestare la gloria di Dio".

L'ordinazione è stata celebrata dal card. Varkey, vescovo di Ernaculam. Alla cerimonia erano presenti circa 20 vescovi ed oltre 300 fra sacerdoti e suore. Nel corso della sua omelia, il vescovo di Varanasi (diocesi "madre" di Gorakhpur) mons. Patrick D'Souza, ha detto: "Gesù ha chiamato i suoi discepoli ad accompagnarlo e ad essere mandati in missione. Allo stesso modo, il Signore ha chiamato un nuovo vescovo ad essere pastore del Suo gregge, perché Dio ama la popolazione di questa zona".

Il vescovo ha sottolineato come "nell'attuale inquinamento sociale e spirituale, l'evangelizzazione è compito di ogni cristiano. Dobbiamo presentare la Chiesa al mondo nella giusta prospettiva ed aumentare i nostri rapporti con le altre religioni: questo è uno dei nostri primi compiti".

Uno dei sacerdoti che si occupa dei progetti di sviluppo della Chiesa nella zona, p. Jaison, racconta ad AsiaNews: "La diocesi guida 34 scuole e porta avanti progetti di sviluppo in oltre mille villaggi della zona: questo avviene grazie a 70 sacerdoti e circa 300 religiose".

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