07/03/2026, 09.16
ASIA TODAY
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Guerra in Medio Oriente: Trump chiede la 'resa incondizionata' dell'Iran

Le notizie di oggi: continuano anche i bombardamenti israeliani in Libano. Gli Stati Uniti stanno facendo presisoni sull Sri Lanka affinché eviti di rimpatriare l'equipaggio salvato dalla nave affondata. A causa dell'aumento dei prezzi del carburante, le Filippine passeranno a una settima lavorativa di quattro giorni. Centinaia di soldati russi tornati dal fronte con invalidità sono stati inseriti nelle squadre paraolimpiche. 

USA – ISRAELE – IRAN

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha chiesto la “resa incondizionata” dell’Iran, mentre Israele ha continuato a colpire con violenti bombardamenti Teheran, dove è stato preso di mira anche l’aeroporto di Mehrabad, e il sud del Libano, dove negli ultimi quattro giorni almeno 300mila persone sono sfollate. Gli attacchi tra Stati Uniti e Israele hanno ucciso almeno 1.332 civili iraniani e ne hanno feriti migliaia, secondo l'ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, mentre gli attacchi iraniani hanno ucciso 11 persone in Israele e sei soldati americani nel Golfo.

USA – IRAN – SRI LANKA

Washington sta facendo pressioni sullo Sri Lanka affinché eviti di rimpatriare il personale di due navi iraniane che hanno raggiunto le sue coste: la prima è stata affondata da un sottomarino statunitense, e poche decine di persone sono state salvate dalle autorità srilakesi, mentre la seconda nave ha potuto attraccare e nei giorni scorsi i 208 membri dell’equipaggio sono stati fatti sbarcare.

FILIPPINE

Il presidente Ferdinand Marcos ha dichiarato che a partire da lunedì le Filippine passeranno a una settimana lavorativa di quattro giorni a causa dell’aumento dei prezzi del carburante in seguito allo scoppio della guerra in Medio Oriente, che minaccia anche la sicurezza di oltre due milioni di filippini che lavorano nella regione. Marcos ha chiesto a tutte le agenzie governative di ridurre l’uso del carburante del 10-20% e di svolgere quanto più possibile le attività online per evitare spostamenti.

MALAYSIA

La polizia malese ha arrestato sei ragazzi di età compresa tra i 16 e i 21 anni per il loro presunto coinvolgimento in attività estremiste legate allo Stato islamico. Gli arresti sono avvenuti a metà febbraio ma la notizia è stata resa pubblica solo ieri. Secondo la polizia i ragazzi si sarebbero radicalizzati online, dove avevano creato e aderito ad alcuni gruppi di che diffondevano propaganda estremista e in cui si parlava di possibili attacchi.

INDONESIA

A partire dal 28 marzo, ai bambini indonesiano con età inferiore ai 16 anni verrà proibito di accedere alle piattaforme online. Si tratta di un’iniziativa i cui dettagli non sono ancora stati diffusi ma che si basa su una riforma sulla sicurezza online dei minori, lanciata lo scorso anno dal presidente Prabowo Subianto per ridurre l’esposizione al cyberbullismo e alle frodi online. Secondo un sondaggio dell'Indonesian Internet Providers Association, la diffusione di Internet in Indonesia ha raggiunto il 79,5% nel 2024, mentre il 48% dei bambini sotto i 12 anni ha già accesso a social come Facebook, Instagram e TikTok.

COREE

Il ministro dell’Unificazione sudcoreano ieri ha espresso la volontà di arrivare a una “dichiarazione di pace” con la Corea del Nord per favorire la transizione dall’armistizio della guerra del 1950-53 a un regime di pace. Il processo è sostenuto dal presidente Lee Jae Myung e sarà simile alle dichiarazioni promosse tra il 2017 e il 2022 dall’ex presidente Moon Jae In.

RUSSIA

Il Comitato Paraolimpico russo sta inserendo nelle squadre sportive un numero sempre maggiore di uomini che hanno preso parte alla guerra in Ucraina e che sono tornati dal fronte con invalidità di vario livello, come ha comunicato il presidente del comitato Pavel Rožkov. Nelle squadre nazionali di vari sport ci sono almeno 70 ex soldati, mentre in quelle regionali sono già più di 700. Il loro inserimento nelle competizioni “è ora il nostro compito prioritario” per le competizioni della Russia, ha detto Rožkov.

UZBEKISTAN

Il presidente dell’Uzbekistan, Šavkat Mirziyoyev, ha firmato un decreto che prevede misure per stimolare il matrimonio di giovani indipendenti economicamente e disposti a compiere questo passo, in cui si specifica che “l’età ideale per sposarsi è quella di 21 anni”. Per le giovani coppie sono previsti sussidi ed esenzioni. Già oggi nel Paese il 40% dei matrimoni avviene tra persone di 18-19 anni. La misura intende “contrastare le unioni e i parti in età prematura” per le giovani donne.

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