20/11/2021, 12.39
VIETNAM
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Ho Chi Minh City, il monastero carmelitano che attrae i giovani

di Stefano Vecchia

Fu fondato nel 1861 dalle carmelitane scalze di Lisieux. Santa Teresa del Bambin Gesù prima di morire aveva detto: "Ci andrò, un giorno".  Suor Benedicta: "Per noi questa è una promessa che si concretizza quotidianamente, quando il suo esempio di santità ispira tante giovani vietnamite a donare la vita al servizio di Dio e dell’umanità”. 

Milano (AsiaNews) - Un monastero di clausura nel cuore di Ho Chi Minh City. Dove - nonostante le tante ferite vissute in 160 anni di storia - oggi fioriscono le vocazioni alla vita contemplativa. Lo racconta un’intervista che Mondo e Missione, la rivista dei missionari del Pime, pubblica nel numero di questo mese in occasione della Giornata pro orantibus, la giornata delle claustrali che la Chiesa cattolica celebra in tutto il mondo ogni anno il 21 novembre nella festa liturgica della Presentazione della Beata Vergine Maria.

Nell’intervista suor Benedicta, portavoce del Carmelo vietnamita, commenta la primavera di vocazioni della sua comunità: “Papa Francesco dice: 'Quando i giovani e gli anziani insieme si aprono allo Spirito Santo creano una combinazione meravigliosa'. Anche qui a Ho Chi Minh City viviamo insieme questa esperienza nella vocazione carmelitana, guardando al futuro con fede nell’azione dello Spirito Santo che si rinnova costantemente”.

Il monastero dell’ex-Saigon è storicamente il cuore della presenza carmelitana nel Paese. Un’esperienza antica, segnata da tanti momenti difficili: “Si può dire che il monastero delle Carmelitane scalze di Ho Chi Minh City sia nato dalla persecuzione”, continua suor Benedicta. “Monsignor Dominique Lefèbvre, sacerdote delle Missions Etrangères de Paris (Mep) dal 1835 vicario apostolico nell’attuale Vietnam meridionale, era entrato clandestinamente nel Paese quando ancora la presenza dei missionari cristiani era vietata: già dal carcere in cui era stato rinchiuso aveva espresso il desiderio di poter veder nascere in quella terra un Carmelo. Nel 1849, dopo la sua liberazione, aveva poi rinnovato il suo invito alle carmelitane di Lisieux, sua città natale. Nell’ottobre 1860 un gruppo di suore arrivò a Nha Trang e quattro di loro nel 1861 fondarono a Saigon il monastero carmelitano aprendo la via alla nascita di decine di altri monasteri in Vietnam e in tutta l’Asia”.

Pochi anni dopo santa Teresa del Bambin Gesù sarebbe entrata proprio nel Carmelo di Lisieux, dove sentì parlare di questo monastero in Asia. “Il 2 settembre 1897, a meno di un mese dalla sua morte, alle parole di una consorella che le segnalava il desiderio del Carmelo di Saigon di accoglierla in visita, santa Teresa del Bambin Gesù rispose: 'Ci andrò, ci andrò un giorno'. Per noi questa è una promessa che si concretizza quotidianamente, quando il suo esempio di santità ispira tante giovani vietnamite a donare la vita al servizio di Dio e dell’umanità”.

Dopo la vittoria dei comunisti nella guerra nel 1975 tutte le suore francesi dovettero lasciare il monastero. Ma nonostante le difficoltà oggi in Vietnam sono otto i centri carmelitani, con 260 religiose. “In Vietnam - aggiunge ancora suor Benedicta - e ancora di più in una città vibrante di iniziative come è Ho Chi Minh City, il desiderio di potere, l’ossessione per la ricchezza e il consumismo stanno diventando predominanti. Eppure, in fondo al cuore degli uomini esiste sempre una sete di felicità che invita a guardare al Cielo e a cercare l’Assoluto in solitudine. Tutti sanno che la nostra è una vita di preghiera e di unione con Dio nel perimetro del chiostro. Per questo ci contattano sia telefonicamente, sia attraverso e-mail e lettere per chiedere la nostra intercessione. Molti vengono a condividere con noi i loro bisogni, problemi, preoccupazioni, prove nella quotidianità, malattie o altri aspetti della vita; ci chiedono di inserire le loro intenzioni nelle nostre preghiere quotidiane. Le porte del nostro convento sono sempre aperte”.

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