18/11/2023, 11.00
HONG KONG
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Hong Kong, allarme suicidi fra studenti: 37 morti e oltre 300 tentativi nel 2023

Alle vittime si aggiungono anche 269 tentativi (falliti). In cinque casi i giovani hanno cercato di togliersi la vita all’interno degli istituti scolastici. Il picco dei casi nei mesi di maggio e ottobre. Per gli esperti vi sono difficoltà a riprendere il normale ritmo accademico dopo quattro anni di restrizioni Covid-19. Allo studio nuovi interventi di aiuto e sostegno. 

Hong Kong (AsiaNews) - Sono almeno 37 gli studenti a Hong Kong che si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno, alimentando fra educatori ed esperti l’allerta per un fenomeno in progressiva crescita. A questi se ne aggiungono circa 269 che hanno tentato il suicidio, ma sono riusciti a salvarsi. È quanto riferisce l’Hong Kong Jockey Club Centre for Suicide Research and Prevention, ente legato all’università di Hong Kong, che ha reso noto gli ultimi dai relativi al 2023 con un picco dei casi nei mesi di maggio e ottobre. Inoltre, in almeno cinque casi gli studenti hanno cercato di uccidersi all’interno degli istituti che frequentano.

Secondo il rapporto, fra i fattori che spingono i giovani a cercare di togliersi la vita vi sono: questioni scolastiche, problemi familiari e disturbi legati alla salute mentale come i più comuni. Fra i 306 studenti che hanno tentato o sono morti per suicidio, oltre il 55% aveva segnalato problemi di salute mentale, ma meno del 40% aveva ricevuto attenzione dai professionisti del settore. Harrison Sit, psicologo dell’educazione presso il centro, sottolinea che alcune delle ragioni alla base del disagio degli studenti “sembrano banali”, come l’aver dimenticato di portare i compiti a scuola. “Tuttavia, in alcuni casi [gli studenti] non riescono - prosegue l’esperto - a sopportare i loro errori” o non sono disposti “a permettersi un errore o di sbagliare nella loro vita”.

Il sotto-segretario alla Sanità di Hong Kong Libby Lee è intervenuto ieri davanti ai legislatori confermando che la situazione creatasi di recente ha generato un “serio allarme” fra le autorità, le quali stanno studiando meccanismi di risposta all’emergenza “a livello scolastico”. Egli ha poi aggiunto che l’Ufficio per l’istruzione (Edb) ha analizzato diversi casi per individuare i fattori di rischio alla base del disagio degli studenti; l’Ufficio per la salute (Hb) e il Dipartimento per il benessere sociale (Swd) intendono poi stanziare maggiori risorse per assistere le scuole nel compito di individuare i giovani a rischio o bisognosi di aiuto e sostegno, collaborando all’opera di insegnanti e assistenti sociali. Questi ultimi, ha aggiunto, “godono in generale della fiducia degli studenti” ed è “è opportuno che siano il primo livello di supporto”.

Intervenendo alla stessa tavola rotonda, l’ex segretario alla Giustizia Wong Yan-lung ha detto che alcuni studenti potrebbero non essere riusciti ad adattarsi ai ritmi più veloci della vita accademica, dopo che quattro anni di restrizioni Covid-19 hanno interrotto il normale percorso scolastico. Alcuni di essi hanno inoltre sperimentato problemi familiari e le difficoltà connaturate ad una lenta ripresa economica post-pandemia. “Il senso di impotenza e la sensazione di essere persi e disperati - ha proseguito - sono molto forti”.

La recente ondata di suicidi di studenti rilanciata a gran voce dai media ha riportato sotto i riflettori la questione della salute mentale nelle fasce più giovani della popolazione. La scorsa settimana cinque Ong hanno tenuto una conferenza stampa congiunta per sollecitare una maggiore consapevolezza e sostegno da parte della società ai giovani in difficoltà. I gruppi attivisti hanno poi auspicato che le scuole forniscano più opzioni per la salute mentale agli studenti esortandole a creare un ambiente in cui si sentano sicuri e compresi nelle loro richieste di aiuto. I genitori e gli amici dovrebbero inoltre prestare maggiore attenzione ai “segnali di allarme”, tra cui gli sbalzi di umore e i comportamenti insoliti sui social media.

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