23/09/2019, 11.31
HONG KONG - CINA
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Hong Kong, ancora proteste, vandalismi, ‘blasfemia’ su una bandiera cinese

di Paul Wang

Arrestata una bambina di 13 anni. La Xinhua condanna il dispregio della bandiera nazionale come un gesto di “blasfemia” verso la patria e il popolo. Le nuove bandiere della “Cina nazista”. Le accuse reciproche sui pagamenti a manifestanti pro-Cina e contro la Cina. Fu Guohao, giornalista del Global Times, riceve un premio di 100mila yuan.

Hong Kong (AsiaNews) – Il 16mo week-end di proteste del movimento anti-estradizione ha registrato ancora una volta invasioni di centri commerciali a Shatin, Kwai Fong, Sham Shui Po, West Kowloon; canti dell’inno “Gloria ad Hong Kong”; vandalismi, blocco delle strade verso l’aeroporto, lancio di mattoni e bottiglie molotov alla polizia, incendi e barricate a Tsing Yi e Mong Kok, fino a calpestare una bandiera cinese, imbrattarla e buttarla nel fiume. Da parte sua la polizia si è scontrata spesso con i membri più radicali del movimento, facendo alcuni arresti, fra cui una ragazza di 13 anni e un vecchio del gruppo “Proteggiamo i nostri figli”, composto di genitori che si intromettono negli scontri fra polizia e manifestanti per separarli e frenare le violenze delle forze dell’ordine.

A Shatin, manifestanti hanno tirato giù la bandiera cinese dal municipio, l’hanno trascinata nello shopping centre New Town Plaza e in fila, l’hanno calpestata imbrattandola e poi gettandola nel fiume Shing Mun.

Nella notte, la Xinhua ha condannato il dispregio della bandiera nazionale come un gesto di “blasfemia” verso la patria e il popolo. Durante questi mesi di proteste, è già avvenuto varie volte che i dimostranti brucino o dissacrano bandiere cinesi.  Una legge ad Hong Kong vieta insulti alla bandiera cinese con una multa di 50mila dollari di HK e tre anni di prigione.

Nelle loro manifestazioni, i dimostranti spesso esibiscono bandiere cinesi in cui le stelle sono disposte come una croce uncinata, e la definiscono “Chinazi (Cina nazista)” (v. foto 2).

Proprietari di negozi, ristoranti e centri commerciali criticano in modo sempre più aspra la violenza vandalica dei radicali del movimento, che colpisce in profondità il loro commercio. Secondo alcuni di loro, i gruppi violenti sono pagati per distruggere, ma non si sa da chi.

In compenso, membri del movimento anti-estradizione affermano che i gruppi pro-Cina che osano scendere in strada con bandiere cinesi, ricevono fino a 2mila yuan; se rimangono feriti negli scontri con gli oppositori, ricevono 3mila yuan.

Un giornalista del Global Times, Fu Guohao, che è stato assalito da un gruppo di manifestanti anti-estradizione all’aeroporto di Hong Kong (foto 3), ha ricevuto un premio di 100mila yuan per la sua “performance”.

Fu Guohao era stato colpito e legato perché, con una maglietta a sostegno della polizia di Hong Kong, si diceva giornalista, ma si rifiutava di presentare la sua tessera ed aveva solo un visto turistico e non di lavoro. I manifestanti hanno pensato che egli fosse una spia o un poliziotto infiltrato.

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