13/11/2021, 09.20
HONG KONG-CINA
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Hong Kong, espulsa reporter dell’Economist: nuovo colpo alla libertà di stampa

Le autorità hanno negato il rinnovo del visto a Sue-Lin Wong, corrispondente del settimanale britannico. Colpiti nel recente passato altri giornalisti di testate straniere. Dopo l’approvazione della legge sulla sicurezza, i cronisti sono costretti all’autocensura. Pechino respinge ogni accusa.

Hong Kong (AsiaNews) – In un nuovo colpo alla libertà di stampa, le autorità cittadine hanno espulso Sue-Lin Wong, corrispondente dell’Economist. Alla giornalista è stato negato il rinnovo del visto senza alcuna spiegazione. L’anno scorso hanno subito lo stesso trattamento Aaron Mc Nicholas della Hong Kong Free Press e Chris Buckley del New York Times, e nel 2018 Victor Mallet del Financial Times.

Il mondo del giornalismo ha espresso sostegno a Wong; osservatori del settore parlano di un altro giorno triste per Hong Kong, sottoposta ormai alla stessa repressione esistente nella Cina continentale.

Secondo un sondaggio anonimo condotto la settimana scorsa dall’Hong Kong Foreign Correspondents’ Club, l’84% dei giornalisti intervistati sostiene che le condizioni di lavoro nella città sono peggiorate in modo sensibile dall’approvazione nel giugno 2020 della draconiana legge sulla sicurezza nazionale voluta da Pechino. Il 56% degli intervistati ha ammesso invece di autocensurarsi o di evitare articoli su argomenti sensibili.

Il governo cinese respinge le accuse, affermando che nell’ultimo anno il numero delle testate registrate nella città è cresciuto. I critici delle autorità centrali fanno notare però che è aumentato anche il numero delle pubblicazioni spinte alla chiusura dalle pressioni politiche. Il caso più noto è quello di Apple Daily, quotidiano indipendente fondato dal magnate cattolico dell’editoria Jimmy Lai. La testata pro-democrazia ha chiuso il 24 giugno: accusata di minacciare la sicurezza nazionale, ha subito una serie di arresti tra suoi manager e giornalisti, e il congelamento di asset per 18 milioni di dollari HK (circa 2 milioni di euro). 

Altri media, come Rthk, hanno perso la loro autonomia editoriale. La tv pubblica cittadina è ora diretta da un ex burocrate. Steve Vines, noto ex giornalista e presentatore di Rthk, è scappato in Gran Bretagna per sfuggire al “terrore bianco” che imperversa in città.  Il termine è usato per denunciare il ricorso alla legge sulla sicurezza per colpire i media e terrorizzare la popolazione.

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