24/08/2010, 00.00
HONG KONG - FILIPPINE
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Hong Kong in lutto. Cancellati i viaggi nelle Filippine

Bandiere a mezz’asta; un minuto di silenzio alla borsa. Critiche di Donald Tsang sulla cattiva gestione dell’incidente. Yang Jiechi, ministro cinese degli esteri chiede un’inchiesta completa. Benigno Aquino ammette problemi e critica la spettacolarità mediatica del rapimento. Ministro del turismo: Manila è un posto sicuro.
Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – Bandiere a mezz’asta in tutto il territorio per la morte di otto turisti a Manila, presi in ostaggio da un ex poliziotto. Le agenzie turistiche stanno cancellando tutti i viaggi nelle Filippine, mentre il governo ha diramato un’allerta domandando a tutti i cittadini di evitare ogni viaggio a Manila. La borsa di Hong Kong ha osservato un minuto di silenzio nella sessione di stamane.
 
L’agenzia turistica Hong Thai, che aveva organizzato il viaggio finito in tragedia, ha confermato che sono morte otto persone, quattro uomini e quattro donne di età fra i 14 e i 57 anni. Il bilancio dei morti è salito a 9 (compreso l’autore del rapimento), dopo che stanotte uno dei turisti feriti è morto.
 
Donald Tsang, il capo dell’esecutivo di Hong Kong, ha domandato al governo filippino di fare luce sulla vicenda e ha criticato il modo in cui essa è stata gestita. Una delle sopravvissute ha dichiarato che “[il rapitore] non voleva ucciderci. Egli ci ha colpito solo dopo che i negoziati sono falliti”.
Rolando Mendoza, 55 anni, ex poliziotto, ha sequestrato ieri mattina un autobus pieno di turisti, domandando di essere reintegrato nelle forze dell’ordine in cambio della loro liberazione. Mendoza era stato allontanato dalla polizia lo scorso gennaio perché accusato di estorsione e minacce a spacciatori di droga.
 
Più tardi egli ha liberato sei ostaggi. In serata i negoziati sono falliti e secondo le prime ricostruzioni Mendoza ha ucciso due ostaggi. La polizia è intervenuta, ma il blitz è durato più di mezz’ora con continue raffiche di fuoco.
 
Il presidente filippino Benigno Aquino, in una conferenza stampa oggi ha ammesso che vi sono stati errori nel gestire la questione degli ostaggi. Egli ha pure criticato la spettacolarità con cui radio e televisioni hanno presentato la vicenda. Mendoza ha potuto perfino parlare in diretta ad una radio.
Anche il ministro filippino del turismo, Alberto Lim, ammette la cattiva gestione, ma afferma che “Manila è una destinazione sicura, come pure altre parti del Paese. Questo è un incidente non comune, non è qualcosa che accade tutti i giorni”.
 
Anche il ministro cinese degli esteri, Yang Jiechi ha espresso la sua preoccupazione per la conclusione violenta del rapimento e ha domandato un’inchiesta completa sull’incidente.
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