28/05/2026, 12.45
LANTERNE ROSSE
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Huang Heini e la via dell'arte per dare voce ai disabili cinesi

di Silvia Torriti

Ha fatto tappa anche a Firenze la Biennale della Fondazione "Starry Starry Night" che in Cina valorizza le creazioni artistiche di chi è portatore di un handicap sensibilizzando l'opinione pubblica sulle potenzialità di ciascuno. Un progetto che accompagna gli impotanti passi avanti compiuta negli ultimi anni nella Repubblica popolare sul tema dell'inclusione scolastica. 

Firenze (AsiaNews) – Nei giorni scorsi è stato presentato a Firenze il progetto “Biennale Internazionale d’Arte Starry Starry Night-Yongyu per Bambini e Giovani Disabili”, nato nel 2023 per volontà dell’attivista e artista cinese Huang Heini.

Il comitato promotore del programma ha scelto l’Italia, e in particolare la Città del Giglio, per far conoscere fuori dai confini nazionali l’impegno profuso in questi anni dalla Fondazione “Starry Starry Night” nell’aiutare i bambini con diverse capacità fisiche o psichiche a scoprire il proprio potenziale attraverso l’espressione artistica. I legami con Firenze sono molteplici: non solo è la città dove Huang ha perfezionato i propri studi in ambito artistico, ma è anche il luogo dove per molto tempo si sono concentrate le sue iniziative di accoglienza degli immigrati cinesi. Nei primi anni ’90, infatti, il capoluogo toscano, insieme alla vicina Prato, è divenuto una delle principali mete dei flussi migratori cinesi in Italia.

L’incontro è stato organizzato in collaborazione con il CRID (Centro di ricerche interculturali e di documentazione Italia-Cina), un’associazione con sede a Firenze che da circa un decennio si occupa di favorire lo scambio interculturale tra i due Paesi, soprattutto nel settore educativo.

Oltre a Huang Heini, hanno preso parte all’incontro Yin Qi ­ Console generale della Repubblica popolare a Firenze ­e Maria Omodeo ­ sinologa, presidente del CRID e promotrice, insieme a Huang, di importanti progetti a sostegno delle minoranze etniche in alcune aree della Cina centro-meridionale.

Tra i relatori erano presenti anche Paola Zamperlin e Cristina Giachi (docenti dell’Università di Firenze, che ha ospitato la conferenza), Francesca De Masi (presidente dell’Associazione italiana Hàgape, dedita alla crescita formativa dei ragazzi disabili al termine del percorso scolastico), Irène Schrader e Chao Ren, artisti e volontari del progetto.

Huang Heini ha aperto l’incontro illustrando le ragioni che hanno portato alla realizzazione della Biennale Internazionale d’Arte Starry Starry Night. Come l’artista ha spiegato, questa iniziativa nasce con l’intento di fornire ai giovani con bisogni speciali uno spazio per mostrare le proprie creazioni artistiche e di sensibilizzare così l’opinione pubblica sul diritto di questi ultimi a ricevere un’educazione di qualità, superando la prospettiva delle attività di beneficenza più tradizionali.

La mostra è stata inaugurata ufficialmente il 26 dicembre dello scorso anno presso il Mango Art Museum di Changsha ­ città capoluogo della provincia centro-meridionale dello Hunan ­ alla presenza dei rappresentanti delle più importanti istituzioni locali.

La scelta del luogo è stata innanzitutto un omaggio alle radici artistiche di Huang Yongyu, padre di Huang Heini, nonché pittore ed ex professore dell’Accademia Centrale di Belle Arti, noto per aver fatto dell’arte tradizionale cinese un’arma di resistenza e di critica contro le ingiustizie della Rivoluzione culturale.

L’esposizione è stata curata da Wu Hongliang, membro del Comitato nazionale della Conferenza consultiva politica del popolo cinese e direttore dell'Accademia di pittura di Pechino. Il tema scelto è "I sette colori della luce", il quale non solo richiama la poetica della fisica naturale, ma simboleggia anche la percezione e l’espressione più autentica e pura che ogni bambino ha del mondo.  Insieme al suo team, Wu ha raccolto ben 260 opere provenienti da numerose scuole di tutta la Cina, oltre che dalla Francia, dall’Italia e da altri Paesi europei.

Per Huang, è come se i dipinti e i manufatti in ceramica esposti fossero pervasi da una gioia semplice e dal desiderio di condividere. Ognuno racconta la storia del proprio “mondo”, nella speranza che questo “mondo” possa essere compreso da un numero maggiore di persone e ricevere attenzione e cura dalla società. Sebbene la disabilità possa limitare il corpo, non può certo limitare le ali dell'immaginazione artistica.

La Biennale è stata organizzata con il supporto di diversi enti e istituzioni locali, tra cui la Federazione provinciale per il benessere delle persone con disabilità dello Hunan, il Dipartimento dell'istruzione della provincia dello Hunan e la Hunan Broadcasting & Television Media Co., Ltd.

Benché la mostra a Changsha si sia conclusa a inizio marzo, le attività di promozione e divulgazione del progetto proseguono ininterrotte, anche all’estero. La prossima edizione della Biennale sarà invece inaugurata a fine anno a Shanghai.

Come ha ricordato anche la console Yin durante l’incontro, attualmente in Cina ci sono più di 85 milioni di persone con disabilità, le quali costituiscono circa il 6 % della popolazione.

Il percorso per garantire il riconoscimento dei loro diritti, e in particolare l’accesso a un’educazione inclusiva e di qualità, è stato lungo e pieno di ostacoli. Benché l’espressione “Apprendimento nelle classi regolari” (suiban jiu du) sia apparsa per la prima volta nei documenti ufficiali nel 1987, è stato solo un trentennio dopo, con la pubblicazione del “Piano di promozione dell'istruzione speciale 2017-2020”, che le scuole ordinarie sono state esplicitamente incoraggiate ad accogliere bambini con qualsiasi forma di invalidità riconosciuta. Fino ad allora, la piccola percentuale di coloro che avevano accesso all’istruzione formale, era incoraggiata a frequentare le scuole cosiddette “speciali” e in ogni caso, si trattava di giovani con disabilità sensoriali o intellettive, essendo le altre categorie pressoché ignorate. 

Grazie a questi sforzi, nell’ultimo quinquennio il tasso di iscrizione di bambini e adolescenti con bisogni educativi speciali alla scuola dell’obbligo ha raggiunto il 97%, con oltre 30.000 studenti con disabilità che accedono alle università ogni anno. Nel frattempo è stata lanciata una campagna per dotare i campus scolastici di dispositivi di assistenza e per adeguare il materiale didattico.

Secondo i dati forniti da Li Dongmei, vicepresidente della Federazione cinese per le persone disabili, nel 2025 il sussidio pro capite per gli studenti con disabilità che frequentano la scuola dell'obbligo ha superato i 7.000 yuan (circa 900 euro) annui. A coloro che appartengono a famiglie disagiate è riconosciuto il diritto a 12 anni di istruzione gratuita, dalla scuola primaria alla scuola secondaria superiore.

Il 15° Piano quinquennale (2026-2030), lanciato a marzo di quest’anno, ha dato ulteriore enfasi a queste problematiche. Tra gli obiettivi prefissati per il futuro: l’incremento della sicurezza economica delle persone con disabilità ­ specialmente nelle aree rurali­, l’ampliamento di programmi sportivi e culturali a livello comunitario, l’impiego delle tecnologie avanzate per migliorare il benessere di chi necessita di assistenza.

 

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