18/10/2013, 00.00
GIAPPONE
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I danni della Tepco costeranno ai giapponesi 600 milioni di euro

Il governo prevede un prestito alla compagnia responsabile del reattore danneggiato di Fukushima di 5mila miliardi di yen (circa 38 miliardi di euro). Questo sarà sanato in 31 anni, ma il Collegio dei Revisori avverte: "Dai contribuenti verranno 600 milioni di euro pagati con l'aumento delle tasse".

Tokyo (AsiaNews) - Risanare i danni all'ambiente provocati dal disastro di Fukushima e rimborsare le vittime costerà ai contribuenti giapponesi circa 80 miliardi di yen (pari a quasi 600 milioni di euro), che saranno resi alla popolazione in più di 30 anni. Secondo il Collegio dei Revisori del governo nipponico, l'esecutivo "potrà ottenere il consenso pubblico rispetto a questa mossa soltanto se spiegherà molto presto e con la maggiore accuratezza possibile il piano di rientro a seguito dell'aumento delle tasse".

I dati del prestito alla Tokyo Electric Power Corporation (Tepco, proprietaria dell'impianto nucleare danneggiato e responsabile de facto dei lavori di ripulitura ambientale) sono enormi. Il governo dovrebbe prestarle circa 5mila miliardi di yen rimborsabili in 31 anni. La compagnia, insieme a delle sue controllate, ripagherà il prestito con "contributi generali" ottenuti principalmente attraverso le bollette dell'energia. Altri contributi "speciali" verranno dai dividendi, che si spera di vedere quando migliorerà le proprie condizioni finanziarie.

In tutto questo, sempre secondo le stime del Collegio, a carico dei contribuenti andranno in maniera diretta circa 800 milioni di euro. Questi verranno recuperati attraverso un graduale aumento della tassazione nazionale che, avvertono i revisori, potrebbe portare a un innalzamento delle tasse per tutti di circa l'8 %, aumento spalmato sul periodo della restituzione del prestito.

 

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