12/03/2026, 10.06
INDIA
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Il Kerala riconosce le Chiese pentecostali come 'denominazione cristiana'

di Nirmala Carvalho

Il provvedimento ufficializzato il 9 marzo, a pochi giorni dall’incontro fra una delegazione col il Chief Minister Pinarayi Vijayan. Il memorandum presentato anche al leader dell’opposizione VD Satheesan. Ora potranno usufruire di benefici e agevolazioni in linea con quelli di altri gruppi cristiani. Fonte catolica locale di AsiaNews: mossa positiva anche se in queste comunità non mancano elementi di criticità. 

Delhi (AsiaNews) - Un passo significativo nella direzione della libertà religiosa e della pratica del culto nello Stato meridionale indiano del Kerala, fra i più tolleranti in materia di culto con una significativa presenza cristiana (e musulmana), capaci di convivere con la maggioranza indù. Una nota dell’ufficio del Chief Minister sottolinea che il governo locale, con un provvedimento ufficializzato il 9 marzo scorso, ha concesso il riconoscimento di massima delle Chiese pentecostali come parte della Chiesa e quale denominazione cristiana.

La decisione arriva pochi giorni dopo che una delegazione di leader della Chiesa pentecostale ha incontrato il primo ministro Pinarayi Vijayan nella sua residenza ufficiale a Thiruvananthapuram, presentandogli la richiesta. Inoltre, i vertici della comunità pentecostale hanno consegnato lo stesso memorandum anche al leader dell’opposizione VD Satheesan.

Al contempo, il gabinetto di governo del Kerala ha deciso di formare un comitato di tre membri composto da alti funzionari per esaminare i vari problemi affrontati dalle comunità. Fra le urgenze oggetto di studio vi sono i membri della Chiesa pentecostale e i convertiti al cristianesimo delle caste registrate (Sccc). Sull’argomento verranno presentate alcune raccomandazioni e linee guida per gestire al meglio la questione in futuro. 

Sebbene siano cristiani per fede e preghiera, vari gruppi pentecostali del Kerala, come la Chiesa pentecostale indiana (Ipc), la Chiesa di Dio, la Chiesa di Dio della Nuova India e l’Assemblea di Bethely, non sono ufficialmente riconosciuti come denominazioni cristiane ufficiali. I gruppi pentecostali differiscono dai cattolici e da altri movimenti protestanti per dottrina, stile di culto e autorità. I cattolici, ad esempio, considerano il papa in Vaticano l’autorità massima, mentre le realtà pentecostali fanno riferimento in primo luogo alla Bibbia.

Vi sono poi differenze in materia di fede in particolare nell’ambito della salvezza, la rinascita e il battesimo.

Le comunità pentecostali rappresentano complessivamente circa il 4% della popolazione cristiana del Kerala. Le principali denominazioni cristiane nello Stato sono la Chiesa cattolica siro-malabarese (circa il 40%), la Chiesa cattolica siro-malankara (7%), la Chiesa ortodossa malankara (8%) e la Chiesa siriaca giacobita (8%).

Con il riconoscimento formale come denominazione cristiana, i membri della Chiesa pentecostale potranno usufruire di benefici e agevolazioni in linea con quelli di altri gruppi cristiani: fra gli altri vi sono l’ammissibilità a programmi sponsorizzati dallo Stato e dal governo centrale; inoltre, l’approvazione di istituti scolastici e posti di lavoro in istituzioni educative e sanitarie; pensioni di previdenza sociale per insegnanti di catechismo; rappresentanza nelle commissioni per le minoranze. Al riguardo, una delle richieste chiave delle Chiese pentecostali nel memorandum presentato al primo ministro era la riserva per i cristiani dalit.

Il comitato di tre esperti dovrebbe presentare la sua raccomandazione al governo statale. Tuttavia una fonte cattolica locale, dietro anonimato, spiega ad AsiaNews: “Sebbene si tratti di una mossa positiva, molte chiese pentecostali sono oggetto di critiche per la promozione del Vangelo della prosperità, che insegna che la fede e le donazioni portano ricchezza e salute, il che secondo alcuni travisa la Bibbia e può sfruttare i credenti poveri”. Fra le altre criticità la mancanza “di una gerarchia strutturata, con congregazioni indipendenti e organizzate in modo approssimativo e ministeri ‘effimeri’, e alcuni pastori diventano molto ricchi grazie ai fondi della chiesa, sollevando interrogativi sulla loro responsabilità”. Tuttavia, conclude, “essere riconosciuti e uniti alle chiese tradizionali in India è importante, poiché rafforza la comunità cristiana e fornisce una maggiore protezione tra le leggi anti-conversione e la persecuzione sociale”.

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