10/11/2010, 00.00
TAGIKISTAN - EGITTO
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Il Tagikistan richiama i suoi studenti dal Cairo: timori di fondamentalismo

Dushanbe chiede il rientro degli oltre 1000 studenti iscritti alla prestigiosa Al-Azhar. L’Egitto finora ha rimpatriato solo circa 134 studenti privi di permesso. Il Tagikistan teme che i giovani siano arruolati da gruppi estremisti. Da mesi l’esercito combatte gruppi armati al confine afghano.

Dushanbe (AsiaNews/Agenzie) – Il Tagikistan richiama i suoi studenti dalla prestigiosa Università Al-Azhar del Cairo, ritenuto il massimo centro islamico di istruzione. Da mesi Dushanbe sta richiamando i suoi studenti all’estero per timore che aderiscano a gruppi terroristi islamici.

Il portavoce tagiko del ministero per gli Affari Religiosi ha detto che “lunedì… le linee aeree tagike hanno riportato nel Paese circa 134 giovani tagiki dall’Egitto, dove erano per ragioni di studio”.

Presso Al-Azhar studiano circa 1.000 tagiki e Dushanbe ha chiesto il rimpatrio di tutti. Ma finora l’Egitto lo ha concesso solo per quelli privi del permesso del governo, espatriati in modo illegale.

Ad agosto il presidente tagiko Emomali Rakhmon è comparso in televisione invitando le famiglie a non mandare più i figli a studiare presso scuole religiose estere (madrasse, nella foto), per timore che siano arruolati da gruppi terroristi islamici.

Il 4 settembre decine di studenti e professori già imbarcati su un aereo iraniano all’aeroporto di Dushanbe sono stati fatti scendere perché non avevano dato sufficienti notizia al ministero per gli Affari Religiosi sulle ragioni del loro viaggio in Iran.

Al-Azhar - finanziata dall'Arabia Saudita - ha sempre preso le distanze dal fondamentalismo islamico e ha definito “eretici” gli autori dell’attacco alle Torri Gemelle nel 2001 a New York. Ma molti suoi studenti sono diventati pericolosi terroristi, come Omar Abdel-Rahman, condannato all’ergastolo negli Usa per avere partecipato all’attentato contro il World Trade Center nel 1993; Hassan al Banna, tra i fondatori del gruppo egiziano dei Fratelli musulmani; Sheikh Ahmed Yassin, cofondatore di Hamas.

Il Tagikistan, Paese più povero tra quelli nati dal crollo dell’Unione Sovietica, si trova ad affrontare la minaccia terrorista. Il Movimento Islamico dell’Uzbekistan, collegato con al-Qaeda, ha rivendicato l’attentato di settembre contro un convoglio militare tagiko, nel quale sono morti 28 soldati. Le autorità ritengono opera di terroristi anche l’auto-bomba che un suicida ha fatto esplodere sempre a settembre.

Inoltre da settembre l’esercito è impegnato a combattere le infiltrazioni terroriste islamiche nella valle del Rasht, al confine con l’Afghanistan. Il confine tra i 2 Paesi  è di circa 1.300 chilometri e le forze tagike non riescono a controllarlo tutto.

Nel Paese è ancora fresco il ricordo della sanguinosa guerra civile dei primi anni ’90, quando i sostenitori del presidente Rakhmon vinsero contro i gruppi estremisti islamici, al prezzo di decine di migliaia di morti.

Nel Paese c’è un’università islamica e almeno 20 madrasse ufficiali. Ma migliaia di studenti si recano a studiare in Iran, Pakistan, Egitto, Arabia Saudita e altri Paesi. Secondo dati ufficiosi, almeno 4mila studenti studiano nelle madrasse del solo Pakistan.

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