18/02/2026, 13.15
INDIA
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Il summit sull’AI porta a Delhi investimenti e sfide per la regolamentazione

di Maria Casadei

Il 16 febbraio il primo ministro indiano Narendra Modi ha inaugurato l’India AI Impact Summit, accogliendo leader mondiali provenienti da oltre 20 Paesi e i principali colossi del settore dell’AI. Annunciati diversi nuovi investimenti, ma l'India non resta indietro sulle leggi che regolano l'utilizzo di tecnologie avanzate.

New Delhi (AsiaNews) - Dopo Buckinghamshire, Seoul e Parigi, è New Delhi a ospitare il 4° AI Impact Summit, dal 16 al 20 febbraio, presso il Bharat Mandapam, inaugurato nel 2023 per la sessione conclusiva del G20. I massimi dirigenti dell’AI e oltre 100 leader mondiali si sono riuniti per quello che i portavoce indiani hanno definito “una piattaforma per amplificare le voci dei Paesi in via di sviluppo nella governance globale dell’AI.”

Il vertice, tenutosi per la prima volta in un Paese del Sud globale, prevede più di 500 sessioni e 3.250 interventi di esperti. Cinque giorni di panel, masterclass e presentazioni tecnologiche che esploreranno un ampio spettro di argomenti, tra cui l'impatto dell’AI sui media e sull'intrattenimento, i dispositivi di traduzione, e le innovazioni nel mondo del gaming e del cinema.

Tra i relatori principali del summit compaiono Sundar Pichai (CEO di Alphabet), Sam Altman (CEO di OpenAI), Dario Amodei (CEO di Anthropic e Reliance), insieme a Mukesh Ambani (presidente di Reliance) e Demis Hassabis (il CEO di Google DeepMind), che interverranno giovedì. Ventuno i leader politici presenti, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron, il premier spagnolo Pedro Sanchez e il capo di stato della Grecia, Kyriakos Mitsotakis.

“Il tema del summit è benessere e felicità per tutti, a testimonianza del nostro impegno comune nello sfruttare l'intelligenza artificiale per un progresso incentrato sull’uomo”, ha scritto su X il primo ministro indiano Narendra Modi. Nel discorso di apertura, Modi ha dichiarato che l’India è in prima linea nello sviluppo dell’intelligenza artificiale: un impegno ambizioso e carico di responsabilità. Per Delhi il summit deve essere orientato all’impatto sociale ed economico dell’AI: “People, Planet e Progress” è uno dei temi centrali proposti dal governo indiano.

L’India di recente è diventato un punto di riferimento per le aziende del settore, con Google, Microsoft ed Amazon che hanno già promesso investimenti per 68 miliardi di dollari in infrastrutture di AI e cloud entro il 2030. Con 1,4 miliardi di cittadini, l’India è anche il più grande mercato di utilizzatori di OpenAI, con oltre 72 milioni di utenti giornalieri su ChatGPT entro la fine del 2025.

Il summit rappresenta un’occasione perfetta per l’India, che sta sfruttando l’evento per attirare maggiori investimenti nel settore. Il Paese ha infatti stanziato 1.000 crore di rupie (circa 110 milioni di euro) per potenziare l’ecosistema nazionale dell’AI tramite ricerca e sviluppo, accesso alle risorse e supporto alle start-up. L’obiettivo non è quello di sviluppare modelli in grado di competere con quelli degli Stati Uniti o della Cina, molto costoso e complesso, ma implementare su larga scala piattaforme già esistenti per creare servizi utili in settori come agricoltura, educazione e sanità.

A tal proposito, nel corso del summit, il ministro indiano della Salute e del Benessere, Jagat Prakash Nadda, ha lanciato due iniziative nazionali: la Strategy for Artificial Intelligence in Healthcare for India (SAHI) e la Benchmarking Open Data Platform for Health AI (BODH), pensate a garantire l’adozione sicura, etica e inclusiva dell’AI nel settore sanitario.

Al summit sono state annunciate ambiziose espansioni dell’infrastruttura AI: il governo prevede di più che raddoppiare la capacità di GPU (unità di elaborazione grafica) entro i prossimi sei mesi, un elemento chiave per alimentare modelli avanzati di intelligenza artificiale. Allo stesso tempo la società indiana Yotta Data Services, ha annunciato un investimento da 2 miliardi di dollari per creare uno dei più grandi hub di calcolo AI dell’Asia, mentre l’Adani Group ha svelato un piano da 100 miliardi di dollari entro il 2035 per sviluppare data center AI alimentati da energia rinnovabile.

Lo slogan dei colossi del settore e di alcune figure politiche finora è stato “non c’è niente da temere”. Tuttavia, se da un lato molti interventi hanno evidenziato le opportunità offerte dell’AI, dall’altro emerge la necessità di una regolamentazione contro l’utilizzo improprio, relativo alla creazione di deepfake che alimentano la disinformazione.

Un altro tema centrale riguarda il lavoro. La preoccupazione diffusa è che l’AI possa, in molti settori, sostituire il lavoratore nelle sue mansioni e contribuire all’aumento della disoccupazione. Secondo la banca d'investimento americana Jefferies, l’adozione dell’intelligenza artificiale minaccia soprattutto i posti di lavoro nel settore IT, che vale 283 miliardi di dollari. Lo stesso ente stima che in India i call center potrebbero subire un calo del 50% dei ricavi entro il 2030 a causa dell’automazione.

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