05/05/2026, 13.39
INDIA
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In Tamil Nadu vince l'attore Vijay contro i partiti locali, il BJP resta ai margini

Il partito Tamilaga Vettri Kazhagam (TVK) ha ottenuto 108 seggi su 234, senza raggiungere la maggioranza assoluta, mentre il BJP ottiene un solo seggio, restando debole nel Sud dell’India. Il successo di Vijay, cristiano tamil, appare legato al crescente malcontento verso il duopolio delle formazioni locali e alla sua forte capacità di mobilitazione popolare, ma resta la sfida sulla costruzione di alleanze.

Chennai (AsiaNews) – Le recenti elezioni legislative che si sono svolte in quattro Stati indiani hanno ridisegnato gli equilibri politici del Paese. Oltre alla schiacciante vittoria del Bharatiya Janata Party (BJP) in Bengala occidentale - prevista dai sondaggi -, la vera sorpresa è arrivata dal Tamil Nadu, dove l’attore C. Joseph Vijay e il suo neonato partito, il Tamilaga Vettri Kazhagam (TVK), hanno interrotto il dominio dei due principali partiti dravidiani locali. 

Secondo i risultati pubblicati ieri 4 maggio, il TVK è diventato il primo partito del Tamil Nadu con 108 seggi su 234, mancando di soli 10 seggi la maggioranza assoluta, fissata a 118. Il partito ha ottenuto circa il 35% dei voti, pari a oltre 16 milioni di preferenze. 

Un risultato che rappresenta un duro colpo per il partito al potere, il Dravida Munnetra Kazhagam (DMK), ridotto a 59 seggi. Il capo del governo uscente, M. K. Stalin, ha persino perso il proprio collegio di Kolathur contro il candidato del TVK. L’All India Anna Dravida Munnetra Kazhagam (AIADMK), invece, si è fermato a 47 seggi, mentre il BJP ha ottenuto un solo seggio, a dimostrazione che il Sud dell’India continua a restare fuori dall’influenza del partito ultranazionalista indù da cui proviene anche il primo ministro Narendra odi. 

Anche in Kerala il BJP ha ottenuto solo tre seggi, mentre la vittoria elettorale è andata a una coalizione guidata dal partito del Congress che ha battuto i partiti comunisti che erano al governo. È la prima volta, però, che il partito ultranazionalista fa il suo ingresso nell'Assemblea legislativa del Kerala, così come per la prima volta ha vinto nel Bengala occidentale.

In Tamil Nadu il risultato riflette probabilmente una crescente stanchezza dell’elettorato verso il duopolio del DMK e dell’AIADMK, i partiti dravidiani, che finora avevano fatto leva sulla promozione delle lingue e delle culture dell’India meridionale contro il predominio delle élite brahmaniche. 

Nonostante i progressi economici e sociali degli ultimi anni, tra i giovani si è diffuso un forte desiderio di cambiamento. Una situazione che è stata accentuata dalle polemiche legate alla revisione delle liste elettorali (SIR), che ha portato alla cancellazione di milioni di nomi prima delle votazioni. 

Vijay (noto ai fan come “Thalapathy” che significa “comandante”) è una figura estremamente popolare del cinema tamil. Figlio del regista cristiano S.A. Chandrasekhar e della cantante indù Shoba Chandrasekhar, battezzatto e cresciuto in ambiente cristiano, si è affermato come protagonista di film d’azione per poi orientarsi verso pellicole che hanno affrontato anche temi politici, come le disuguaglianze e la corruzione.

Nel febbraio 2024 ha fondato il TVK, dichiarando di voler lasciare il cinema per dedicarsi al “sacro lavoro per il popolo”. Anche il suo ultimo film, “Jana Nayagan” (“Leader del popolo”), è diventato di fatto uno strumento di mobilitazione elettorale. Però secondo alcuni commentatori indiani, la vittoria del TVK non si spiega solo con la popolarità dell’attore diventato politico. 

Nel corso degli anni Vijay ha trasformato i suoi fan club in una rete strutturata, la Vijay Makkal Iyakkam, impegnata in attività sociali e iniziative comunitarie, creando un rapporto diretto con gli elettori del Tamil Nadu. Già nel 2021 i membri di questa rete avevano partecipato alle elezioni locali come indipendenti, vincendo 115 seggi su 169.

L’ascesa non è stata priva di controversie. A settembre dello scorso anno, a Karur, durante un comizio elettorale in cui erano previste 10mila persone, ne sono arrivate 27mila. E a causa dello spazio ristretto (una strada di 18 metri) nella calca sono morte 41 persone, tra cui 11 bambini. Diverse persone sono state calpestate, sono svenute per disidratazione o sono rimaste schiacciate quando alcune tettoie di lamiera sono crollate sotto il peso di chi cercava una visuale migliore per poter fare una foto o un video. 

Tre giorni dopo Vijay ha diffuso un videomessaggio in cui ha definito l’accaduto una cospirazione del governo del Tamil Nadu, guidato dal DMK, e ha sostenuto che lui e il suo partito “non hanno fatto nulla di sbagliato”. Non si è recato a Karur per incontrare le famiglie delle vittime, che sono state invece invitate un mese dopo in un resort privato a Chennai per un incontro a porte chiuse. 

Nonostante l’opposizione al DMK, accusato di aver gestito lo Stato come una “impresa familiare”, anche il partito di Vijay si rifà all’identità tamil. E nonostante l’attore veda nel BJP il suo principale nemico politico, ha visitato chiese e templi nel tentativo di attrarre diversi gruppi religiosi. Durante la campagna elettorale ha rivolto particolare attenzione ai giovani, che rappresentano circa il 42% dell’elettorato, con temi come la disoccupazione e la necessità di cambiamento, e alle donne, intercettando un consenso trasversale alle divisioni di casta. 

Allo stesso tempo è stato però criticato per evitare i contatti con i media, mantenendo l’idea di un personaggio esclusivo. Altri osservatori sottolineano invece la mancanza di un programma politico dettagliato, di fatto privo di una chiara identità ideologica diversa da quella dei partiti dravidiani, che come il TVK parlano di giustizia sociale, egualitarismo, laicità e promozione delle lingue locali. 

La prima sfida dell’ex attore sarà cercare di stabilire alleanze politiche, considerato che il suo partito non ha ottenuto la maggioranza assoluta. E poi resta da vedere se il consenso costruito sulla propria figura carismatica e sulla mobilitazione popolare saprà tradursi in una gestione di governo efficace.

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