13/03/2006, 00.00
INDIA
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India, gli Usa denunciano violenze e discriminazioni contro la libertà religiosa

di Nirmala Carvalho

Il rapporto sui diritti umani del Dipartimento di Stato Usa denuncia le violenze alle minoranze religiose nel Paese. Attivisti cattolici accolgono con favore il documento, segnalano i progressi del governo e indicano nel Bjp uno degli ostacoli maggiori a risolvere i problemi che ancora permangono.

Mumbai (AsiaNews) - Violenze e discriminazioni verso le minoranze, minacce alla libertà religiosa, corruzione e abusi di potere sono alcuni dei "seri e numerosi" problemi che l'India, la più grande democrazia del mondo, deve ancora risolvere. A denunciarlo è il Rapporto annuale sui diritti umani nel mondo del Dipartimento di Stato americano, reso pubblico lo scorso 9 marzo. Ad AsiaNews alcuni attivisti indiani confermano le violazioni, evidenziano i progressi raggiunti in due anni di governo del Congress e le sfide che ancora ha davanti in campo di diritti umani.

Il Rapporto Usa riconosce che "il governo indiano in genere rispetta i diritti dei suoi cittadini, ma ha comunque ancora numerosi e seri problemi da risolvere". Questi includono: "un eccessivo uso della forza" nel combattere i militanti in Jammu e Kashmir e le rivolte negli Stati del nordest; la gestione delle violenze contro le minoranze religiose, che ancora si verificano in diversi Stati e i cui responsabili riamngono spesso impuniti; la corruzione di polizia e amministrazioni locali; il sistema delle caste, che giustifica ogni tipo di abuso verso le categorie sociali più basse e indifese; infine processi giudiziari influenzati dalle minacce a vittime e testimoni da parte di estremisti, come nel caso degli scontri del 2002 in Gujarat.

Padre Cedric Prakash, gesuita direttore del Prashant – un centro per diritti umani, pace e giustizia in Gujarat – accoglie con favore le denunce americane degli abusi contro le minoranze religiose. Il Gujarat, nella zona occidentale dell'India, è famoso per essere uno delle roccaforti del Bharatiya Janata Party (Bjp), il partito nazionalista indù ora all'opposizione. Il sacerdote ricorda la campagna per convertire i cristiani tribali del Gujarat alla religione indù durante il festival dello Shabri Kumbh Mela nel distretto di Dangs (11-13 febbraio) e il "veleno" seminato da Narendra Modi, il primo ministro del Gujarat, e dai leader religiosi locali come dimostrazioni che minacce e intimidazioni verso le minoranze continuano. Il gesuita punta l'attenzione sulla comunità musulmana: "Devono ancora scrivere il capitolo finale della carneficina del 2002. Alcune condanne sono state emesse, come pure degli arresti, ma rimane il fatto che i musulmani in Gujarat sono ancora una comunità emarginata, che combatte disperatamente per la giustizia".

Prakash invita poi il governo centrale a "prendere conoscenza" del rapporto Usa e a chiamare tutti gli stati della federazione, soprattutto il Gujarat, a garantire la totale sicurezza delle minoranze.

Secondo John Dayal, attivista cattolico per i diritti umani, il governo del partito Congress, al potere dal 2004, ha fatto molto per le minoranze, anche la musulmana: "Le iniziative includono il potenziamento della Commissione nazionale per le minoranze, una nuova Commissione per le istituzioni scolastiche rivolte alle minoranze, un Comitato per studiare le condizioni economiche dei musulmani". Al tempo stesso, però, Dayal, presidente dell'All India Catholic Union, denuncia: "I problemi persistono a livello locale laddove al potere vi è ancora il Bjp o i suoi alleati, qui la vita delle minoranze rimane miserabile". Il riferimento, oltre al Gujarat, è soprattutto a Rajasthan, Madhya Pradesh e Orissa.

"Il governo – continua Dayal – ha fatto molto anche per i cristiani", ma non abbastanza. "Si deve controllare e impedire il sostegno dei governi locali alle azioni del Rashtriya Swayamsevak Sangh - Rss, formazione paramilitare di fondamentalisti nazionalisti indù - contro i cristiani e assicurare pari diritti ai fuori casta cristiani".

Commenti positivi anche dalla Conferenza episcopale indiana (Cbci). Il direttore delle Comunicazioni della Cbci, p. Joseph Babu, si augura che il Rapporto Usa sia uno sproni a individuare e risolvere i problemi del Paese e migliorare il suo sistema amministrativo e sociale.

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