03/12/2010, 00.00
CINA - STATI UNITI - GIAPPONE
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Iniziate le imponenti manovre militari Usa-Giappone

Dure critiche dalla Cina, che le considera una quasi-minaccia militare. Giappone e Usa rispondono che le esercitazioni erano programmate da tempo. Ma tutti le considerano un modo per fare pressione sulla Corea del Nord, e su Pechino.

Tokyo (AsiaNews/Agenzie) – Si svolge da oggi al 10 dicembre una delle maggiori esercitazioni navali congiunte Usa-Giappone della storia, con oltre 44mila militari, centinaia di aerei, circa 60 navi e la superportaerei Usa George Washington (nella foto). L’esercitazione avviene subito dopo che Stati Uniti e Corea del Sud hanno terminato manovre di 4 giorni nel Mar Giallo. Accese critiche della Cina.

Jiang Yu, portavoce del ministro cinese degli Esteri, ha commentato che “ci sono state già abbastanza esercitazioni militari. Nel momento attuale, ogni parte coinvolta dovrebbe fare di più a favore del mantenimento della pace e della stabilità nella penisola coreana e nella regione, e non l’opposto”. Pechino ritiene che il recente incidente sia per gli Usa solo un pretesto per aumentare la propria presenza navale militare nella zona.

I militari rispondono che si tratta di esercitazioni programmate da tempo con il nome “Keen Sword”, anche per celebrare i 50 anni dell’alleanza sino-statunitense, che cadono il 10 dicembre. Ryoichi Oriki, Capo di Stato Maggiore nipponico, le ha definite “di estrema importanza per la pace e la stabilità nell’Asia dell’est”.

Ma tutti le ritengono una risposta al bombardamento della Corea del Nord sull’isola sudcoreana di Yeonpyeong il 23 novembre, diretto contro una base militare vicino a un confine marittimo conteso, che ha ucciso 2 soldati e 2 civili. Alle esercitazioni partecipano per la prima volta esperti sudcoreani, come osservatori.

Esperti commentano che questo spiegamento di forze sia diretto non tanto verso Pyongyang, quanto a Pechino, principale alleato della Corea del Nord. La Cina è accusata di non avere voluto compiere iniziative dirette verso il suo alleato, per risolvere questa nuova crisi. Usa. Giappone e Sudcorea hanno rifiutato la proposta cinese di un colloquio a 6 su questa crisi, anche con Russia e Nordcorea. L’ammiraglio Usa Mike Mullen ha commentato che occorre invece che la Cina “aumenti” la pressione sulla Corea del Nord e che l’invito di Pechino al dialogo “non può essere un surrogato delle azioni” necessarie. Favorevole invece Mosca.

L’agenzia statale ufficiale della Corea del Nord ha minacciato “una guerra totale” se le manovre militari violeranno il suo territorio. Anche se la zona delle esercitazioni ne è ben lontana.

Intanto Wu Bangguo, capo del Parlamento cinese, ha ribadito a un delegazione della Corea del Nord che “la tradizionale amicizia tra Pechino e Pyongyang ha superato gli esami delle tempeste internazionali e permane e si rinforza con il tempo”. I media ufficiali cinesi riportano che gli  incontri tra le due delegazioni si svolgono in un’atmosfera amichevole ed entrambi i Paesi sono d’accordo di “rinforzare le comunicazioni strategiche”.

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