12/07/2007, 00.00
LIBANO
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Intenso bombardamento dell’esercito sul campo di Nah al-Bared

Potrebbe essere la preparazione all’assalto finale. Hezbollah conferma che parteciperà al “colloquio informale” in Francia. Oggi Brammertz dovrebbe consegnare al segretario dell’Onu un rapporto sull’andamento dell’inchiesta sull’assassinio Hariri.
Beirut (asiaNews) – Dopo giorni di relativa calma, questa mattina si segnala un intenso bombardamento dell’esercito libanese contro le ultime posizioni di Fatah al-Islam nel campo di Nahr al-Bared: fonti militari parlano di preparazione all’assalto finale, reso possibile anche dall’evacuazione di 200 civili palestinesi. Circa 25 di loro secondo l’agenzia libanese NNA, sono sotto interrogatorio.
 
Sul piano politico, Hezbollah ha confermato la sua partecipazione al “colloquio informale” tra i 14 maggiori partiti che sarà ospitato a La Celle-Saint-Cloud, vicino Parigi, dal 14 al 16 di questo mese. Un appello alle forze politiche libanesi “a porre l’interesse nazionale al di sopra dei contrasti” è venuto ieri da re Abdullah II di Giordania, mentre c’è attesa per il rapporto che Serge Brammertz, capo della Commissione di inchiesta delle Nazioni Unite sull’assassinio dell’ex premier Rafic Hariri, dovrebbe presentare oggi al segretario dell’Onu.
 
Nubi di fumo coprono il campo di Nahr al-Bared, dove sarebbe costata la vita a due soldati l’avanzata dell’esercito verso gli ultimi sei edifici nei quali dal 20 maggio sono asserragliati gli uomini di Fatah al-Islam. Si tratterebbe di circa 80 terroristi, forse con alcune famiglie. I due militari, secondo fonti che l’esercito non conferma, sarebbero caduti in un’imboscata nelle viuzze del campo.
 
Il fatto politicamente più significativo appare la conferma data da Naim Kassem, numero due di Hezbollah, sulla presenza del Partito di Dio ai colloqui in Francia. Intervistato dalla televisione al-Manar egli ha ribadito la valutazione già espressa in un comunicato, che l’incontro rappresenta una “occasione propizia” per arrivare ad un superamento della crisi.
 
Attesa, infine, per il rapporto Brammertz, anche se informazioni raccolte dall’Orient Le Jour fanno ritenere che vi si parlerà dell’avanzamento dell’inchiesta, ma senza fare nomi di persone sospettate: il giudice belga vorrebbe renderle note solo in sede di lavori del tribunale internazionale che dovrebbe giudicare i responsabili degli assassini politici commessi in Libano. In proposito, Beirut ha comunicato i nomi dei giudici libanesi che dovrebbero farne parte, scelti dal Consiglio superiore della magistratura del Paese. (PD)
 
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