06/02/2026, 14.08
PAKISTAN
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Islamabad: attentato a una moschea sciita, decine di morti

Colpito la moschea di Qasr-e-Khadijatul Kubra nella zona di Tarlai, alla periferia della capitale, causando almeno 31 morti e 169 feriti in base alle prime informazioni. Si tratta del secondo attacco a Islamabad in tre mesi. L'azione non è ancora stata rivendicata ma gli osservatori puntano il dito contro lo Stato islamico.

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – Almeno 31 persone sono state uccise a causa dell’esplosione di una bomba all’interno della moschea sciita di Qasr-e-Khadijatul Kubra nella zona di Tarlai, alla periferia di Islamabad. Si tratta del secondo attentato in tre mesi nella capitale, che, nonostante un aumento della violenza tra gruppi terroristici, è stata a lungo considerata sicura.

L’esplosione ha colpito i presenti mentre stavano svolgendo la preghiera del venerdì all’interno dell’imambara (un sito che a differenza di una moschea vera e propria ospita soprattutto cerimonie di lutto o preghiere comunitarie). Anche gli attacchi contro gli sciiti, soprattutto di così vasta portata, sono stati rari negli ultimi anni. Per questo molti osservatori ritengono che il responsabile dell’attentato potrebbe essere lo Stato islamico.

Secondo la polizia e funzionari dell’amministrazione locale, il boato è stato così forte da essere udito “nel raggio di centinaia di metri”, provocando paura e panico tra i residenti.

Il vice commissario di Islamabad, Irfan Nawaz Memon, ha confermato che i morti sono almeno 31 e i feriti 169, “alcuni in condizioni critiche”. Sembra si sia trattato di un attentato suicida: due funzionari di polizia, rimasti anonimi, hanno riferito a Reuters che l’attentatore sarebbe stato fermato al cancello dell’imambara prima di far detonare l’esplosivo. I funzionari dell’amministrazione hanno aggiunto che è “troppo presto per speculare” sulla natura dell’esplosione.

I feriti sono stati trasportati in vari ospedali della capitale – tra cui il Pakistan Institute of Medical Sciences (PIMS), il Polyclinic e gli ospedali della Capital Development Authority – dove è stato dichiarato lo stato di emergenza.

Nessun gruppo ha ancora rivendicato l’attacco. In passato, attentati simili sono stati attribuiti al Tehreek-e-Taliban Pakistan (i talebani pakistani o TTP), e allo Stato islamico della provincia del Khorasan (ISKP). 

L’area dell’esplosione è stata completamente sgomberata e sigillata per consentire alle squadre forensi di raccogliere le prove. Il capo della polizia di Islamabad, Syed Ali Nasir Rizvi, ha messo la capitale in stato di massima allerta: le forze di sicurezza hanno delimitato la zona e avviato un’operazione di ricerca, con personale aggiuntivo dispiegato nei siti sensibili e ai punti di ingresso della città.

La polizia di Islamabad ha inoltre riferito che ulteriore personale è stato schierato per proteggere i luoghi di culto della comunità cristiana nell’area di Rawalpindi 

Il ministro per gli Affari parlamentari Tariq Fazal Chaudhry ha utilizzato le formule che il governo pakistano sempre usa in caso di attentati: “Sono i nemici dell’islam, i nemici del Pakistan. Porremo fine al terrorismo nel nostro Paese, continueremo questa lotta finché ognuna di queste persone non sarà portata davanti alla giustizia. Vogliamo la pace nella regione ma i nostri vicini, soprattutto l’India, sono stati molto attivi in attività terroristiche in Pakistan. Sono coinvolti nei recenti attacchi in Belucistan, nelle FATA e ora a Islamabad”. 

Questo attentato arriva dopo una serie di attacchi recenti in Pakistan, tra cuitra cui una serie di attacchi coordinati nel Belucistan contro le forze di sicurezza e i civili. Il servizio di comunicazione dell’esercito (Inter-Services Public Relations) ieri aveva riferito che le forze di sicurezza hanno concluso con successo l’operazione di sicurezza in Belucistan, uccidendo 216 combattenti. 

A novembre, un attacco a un complesso giudiziario distrettuale di Islamabad aveva ucciso almeno 12 persone e ferito altre 36.

Il primo ministro Shehbaz Sharif, dopo un briefing con il ministro dell’Interno, ha ordinato un’indagine immediata e approfondita per assicurare i responsabili alla giustizia. Il vice primo ministro e ministro degli Esteri Ishaq Dar ha dichiarato che colpire luoghi di culto e civili è “un crimine atroce contro l’umanità” e “una palese violazione dei principi islamici”.

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