03/12/2013, 00.00
CINA
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Jiangxi, aperto (a porte chiuse) il processo contro gli attivisti anti-corruzione

Liu Ping, Wei Zhongping e Li Sihua sono membri del "Movimento Nuovi Cittadini", che chiede ai leader comunisti di "dire la verità" riguardo ai propri guadagni e ai propri interessi commerciali. Gli avvocati denunciano irregolarità nel processo, che potrebbe chiudersi con una condanna a cinque anni per "assemblea illegale".

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - È iniziato questa mattina a porte chiuse il processo contro i tre attivisti anti-corruzione arrestati lo scorso aprile. I tre imputati - Liu Ping, Wei Zhongping e Li Sihua - erano stati in un primo momento accusati di "incitare la sovversione contro il potere statale": l'accusa è poi divenuta quella di "assemblea illegale". In realtà sono in carcere per aver chiesto ai leader politici di rendere noti i propri patrimoni ed interessi commerciali in nome della trasparenza, tema sostenuto anche dal nuovo presidente Xi Jinping.

Tutti e tre gli imputati si sono dichiarati non colpevoli. Uno dei loro avvocati, Si Weijiang, spiega che l'accusa può portare a un massimo di 5 anni di carcere: "Ma si tratta di una cosa ridicola. I nostri assistiti non hanno fatto altro che farsi una fotografia fuori da casa loro". Le "prove" contro i tre consistono infatti in un'unica fotografia - poi pubblicata su internet - degli imputati che reggono un cartello con sopra scritto: "Per favore, pubblicate la verità sui vostri guadagni".

Si spiega che il processo (in corso nella provincia orientale del Jiangxi) è a porte chiuse: "Solo due familiari sono stati ammessi alla prima udienza. La corte ha violato i procedimenti sui processi". La figlia di uno degli imputati, Liao Minyue, aggiunge: "Se la legge fosse davvero rispettata in Cina, questo caso non sarebbe mai dovuto arrivare in tribunale. Quindi non ho alcuna speranza per un verdetto corretto".

Liu Ping è membro (gli altri due sono sostenitori) del "Movimento Nuovi Cittadini" fondato dall'avvocato e attivista per i diritti umani Xu Zhiyong, anch'egli in carcere dal 16 luglio scorso per avere chiesto maggiore trasparenza sui patrimoni dei politici. Liu e Wei dovranno anche rispondere del reato di "utilizzo di un culto malefico a danno della legge": entrambi sono membri del movimento spirituale Falun Gong, che Pechino considera illegale.

Con questo ultimo caso salgono ad almeno 18 gli arresti contro i membri del movimento di Xu Zhiyong. La battaglia contro la corruzione fra i quadri del Partito comunista è stato il cavallo di battaglia del nuovo leader Xi Jinping, che ha più volte dichiarato di voler combattere abusi e malversazioni "a ogni livello" nella classe politica. Come sottolineano diversi analisti, però, queste parole sembrano destinate più a giustificare le lotte interne al potere che a estirpare il malcostume della classe dirigente.

 

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