20/02/2026, 12.09
SRI LANKA
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L'estrazione di sabbia mette in pericolo il ponte Gal Oya

di Arundathie Abeysinghe

A 72 anni dall’inaugurazione, la struttura nel sud-est dello Sri Lanka è minacciata dall’allentamento delle restrizioni sullo sfruttamento del terreno. Cinque pilastri sono a rischio, due già distrutti. Agricoltori denunciano favoritismi verso una cooperativa vicina al governo. Mentre per decenni l'asportazione illegale ha creato ingenti guadagni.

Colombo (AsiaNews) - A 72 anni dall’inaugurazione del ponte Gal Oya - inaugurato nell’agosto 1953 - nel sud-est dello Sri Lanka, la struttura sta affrontando una grave minaccia a causa di una controversa decisione dell’attuale governo di allentare le restrizioni sull’estrazione di sabbia nei suoi dintorni. Così, le dighe sui lati del canale artificiale vengono illegalmente abbattute per ampliare le risaie e il fiume Gal Oya viene dragato per estrarre sabbia. 

Secondo le associazioni degli agricoltori, il motivo della decisione è favorire una Cooperativa Agricola, costituita da un gruppo che ha aiutato il governo ad arrivare al potere, per dedicarsi al contrabbando di sabbia. Così, il ponte ha iniziato a deteriorarsi e le fondamenta di cinque delle colonne su cui è costruito sono esposte a rischi, con due di esse già distrutte. Secondo i residenti, il ponte trema quando passano camion pesanti e di grandi dimensioni. Sulle cinque colonne a rischio si scorgono crepe sulla superficie cementata.

A causa dell’estrazione di sabbia, le rive del fiume sono state danneggiate, con argini e strade crollati nel fiume Gal Oya a causa della cattiva gestione delle licenze di estrazione della sabbia. Secondo i residenti, “15 anni fa è stata presa la decisione di mantenere una zona cuscinetto di due chilometri per impedire qualsiasi attività di estrazione di sabbia nell'area, ma attualmente la zona soggetta a restrizioni è stata ridotta a un chilometro”.

Gli abitanti dei dintorni ritengono che la sabbia accumulata nel fiume Gal Oya debba essere rimossa. Negli ultimi mesi si è registrato un aumento degli incidenti legati all’estrazione di sabbia e anche il Parco Nazionale Gal Oya è esposto a un’estrazione su larga scala. Recentemente, l’Ufficio di Ingegneria Irrigua di Ampara ha condotto un’indagine per individuare tali luoghi e indire una gara d’appalto. Tuttavia, l’Associazione della Sabbia di Ampara, con l’aiuto di alcuni politici, ha chiesto di sospendere tale iniziativa. 

Intanto, l’Ufficio Geologia e Miniere ha adottato misure per ridurre l’estrazione illegale di sabbia a Gal Oya entro un chilometro quadrato, con la consegna di sabbia accumulata alla società cooperativa. L’Ufficio di rilevamento geologico di Ampara avrebbe incassato denaro da 29 persone per il rilascio di permessi per l’estrazione di sabbia. Secondo i rappresentanti dei gruppi di agricoltori, il denaro sarebbe stato accettato senza il nulla osta delle autorità competenti per il loro rilascio.

Gli ingegneri civili Damayanthi Athukorala e Rohan Dissanayaka hanno dichiarato ad AsiaNews che “per molti decenni, l’estrazione di sabbia dai fiumi è stata un’attività illegale e redditizia che ha riempito le tasche dei politici e di molti altri soggetti interessati nei settori correlati”. A causa di ciò, la profondità dei fiumi aumenta, con l’acqua divenuta torbida. “Le rive dei fiumi iniziano a crollare, i sedimenti si accumulano e l'area cuscinetto viene distrutta. Le persone che fanno il bagno in questi fiumi possono persino annegare a causa dei pozzi creati dalle attività minerarie”, hanno spiegato. 

Sebbene l’Ufficio geologico e minerario (GSMB) abbia rilasciato licenze per l’estrazione di sabbia e granito, l’Autorità centrale per l ambiente (CEA) dispone delle competenze tecniche e risponde di qualsiasi questione legale. Ai sensi della legge sulle miniere e sui minerali n. 33 del 1992, l’Ufficio GSMB può rilasciare licenze per l’esplorazione, l’estrazione, il commercio e il trasporto.

Secondo gli avvocati Sampath Almeida e Thushara Senanayake, “la Sezione 28 della Legge sulle miniere e i minerali stabilisce che nessuno può esplorare, trasportare, lavorare, commerciare o esportare minerali se non in conformità con una licenza rilasciata ai sensi delle disposizioni della presente legge e dei regolamenti successivi”. Tuttavia, la maggior parte dell’estrazione della sabbia è di tipo fluviale, e può essere svolta serenamente, “ignorando le implicazioni ambientali”, hanno detto.

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