L'inflazione filippina schizza al 7,2% in aprile, i poveri i più colpiti
Gli aumenti dei prezzi legati alla crisi petrolifera innescata dal blocco dello stretto di Hormuz hanno generato nelle Filippine l'impennata più grave degli ultimi tre anni nei prezzi dei beni di prima necessità e nelle tariffe dei trasporti. Una dinamica che colpisce maggiormente le famiglie a basso reddito e chi abita nelle aree rurali delle Visayas.
Manila (AsiaNews) - L’inflazione “morde” le Filippine più di altri Paesi dell’area economica dell'Asean dove le proiezioni inizialmente previste erano di un tasso di inflazione del 1,4% cento per l’anno in corso, già rivisto al 3,6%. Data la contingenza interna e internazionale (a partire dal peso della carenza di prodotti energetici e altri beni d’importazione causata dal blocco dello stretto di Hormuz) i pianificatori economici di Manila si aspettavano sul dato mensile di aprile un aumento dell'inflazione a livello nazionale del 5,5 per cento; ma il risultato effettivamente registrato evidenzia un'accelerazione ancora più marcata al 7,2%, il dato più alto degli ultimi tre anni, trainata da cibo e trasporti. Questo balzo ha già portato il dato sull’inflazione calcolata dal primo gennaio al 3,9 per cento.
Oggi l’Agenzia nazionale delle statistiche filippina sottolinea come l'aumento del costo di carburante, tariffe, elettricità e generi alimentari di base gravino maggiormente sulle famiglie più povere, la cui spesa si concentra sui beni essenziali. Sono loro a avere sostenuto un aumento medio da gennaio dei prezzi del 4,2 per cento rispetto al 2025.
A innalzare il livello e le conseguenze dell’inflazione è stato il balzo tra marzo e aprile del costo di cibo, trasporti e utenze che per il 30% della popolazione a più basso reddito è stato dell’8,5 per cento. La cifra evidenzia come la pressione si sia concentrata sulle spese per beni e servizi difficili da ridurre. Se per i poveri a guidare l’incremento per oltre la metà del valore sono alimentari e bevande analcoliche, nel loro “paniere” - che complessivamente ha visto un incremento tra marzo e aprile dal 3,9 all’8,4% - a pesare particolarmente sono i prezzi di riso, mais, pesce, verdura, oltre ad alloggio, acqua, elettricità, combustibili che hanno contribuito per il 17,7% all’aggravio, mentre i trasporti influiscono per il 14,9%.
È significativo, ma in parte anche attribuibile ai maggiori costi dei trasporti in aree più distanti dai centri di arrivo e smistamento di prodotti energetici, che la crescita dell’inflazione sia stata più accentuata nelle aree rurali (7,7%) rispetto a quelle urbane e in particolare a Metro Manila, dove il costo di beni e servizi essenziali è salito dal 3,4 al 5,2% da marzo a aprile. L’incremento maggiore a livello regionale è quello registrato nell’area centrale dell’arcipelago, le Visayas, con il 10,8%.
29/11/2022 13:24





