'L'Asia conosce bene il prezzo della guerra': l'appello alla pace della Fabc
La federazione delle Conferenze episcopali del continente fa eco a Leone XIV: "Sue parole non faziosità politica, ma leadership morale fedele al Vangelo". "Dialogo non è segno di debolezza". Dall'Asia la lezione che "pace non si raggiunge mai attraverso il dominio". Missione della Chiesa non è "esercitare il potere", ma "mantenere viva la speranza che la pace sia possibile".
Roma (AsiaNews) - “L’Asia conosce bene il prezzo della guerra”. In questi giorni di “crescente inquietudine” i vescovi dell’Asia ribadiscono: “Beati gli operatori di pace” (Mt 5,9). È il titolo dell’appello diffuso ieri dalla Federazione delle conferenze episcopali dell’Asia (Fabc). Una chiamata “pastorale per la pace, la giustizia e la responsabilità morale”, che la presidenza rivolge “a tutte le persone di buona volontà”, e in particolare a chi è responsabile “tra le nazioni”. In comunione con il successore di Pietro, Leone XIV, e facendo eco ai suoi instancabili e urgenti appelli per una pace “disarmata e disarmante”. Di seguito il testo integrale dell’appello firmato dal card. Felipe Neri Ferrao, presidente Fabc, dal card. Pablo Virgilio S. David, vicepresidente, e dal card. Isao Kikuchi, segretario generale.
In questi giorni di crescente inquietudine globale e di escalation della violenza, noi, sottoscritti leader della Federazione delle Conferenze Episcopali Asiatiche (FABC), desideriamo esprimere la nostra solidarietà nella preghiera a Sua Santità Papa Leone XIV, e far eco al suo urgente appello alla pace.
Traiamo ispirazione dalle parole del Signore nel Discorso della Montagna: "Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio" (Mt 5,9). Questa beatitudine non è un ideale pio. È un imperativo morale.
In un’epoca in cui la fragilità del diritto internazionale e l’indebolimento delle istituzioni globali stanno diventando sempre più evidenti, è forte la tentazione di ricadere nella logica del potere: della forza, della deterrenza e del dominio. Eppure il Vangelo ci chiama a un cammino diverso: il cammino della giustizia, del dialogo e della pace radicato nella dignità umana.
Abbiamo udito con chiarezza la voce di Papa Leone, che ricorda al mondo che la violenza non può mai essere il fondamento di una pace giusta e duratura, e che invocare Dio per giustificare la guerra è una distorsione della fede. Le sue parole non sono quelle di una faziosità politica, ma di una leadership morale e spirituale, esercitata in fedeltà al Vangelo.
Lanciamo quindi questo accorato appello:
• Porre fine alle ostilità in corso e arrestare la spirale di violenza che continua a mietere vittime innocenti;
• Tornare al tavolo dei negoziati, con sincerità e coraggio, riconoscendo che il dialogo non è un segno di debolezza, ma la forma più alta di responsabilità;
• Rispettare il diritto internazionale e le norme umanitarie, che esistono per salvaguardare la dignità di ogni persona umana, specialmente le più vulnerabili;
• Intraprendere la via della diplomazia morale, fondata non su interessi nazionali ristretti, ma sul bene comune della famiglia umana.
L’Asia conosce bene il prezzo della guerra, le ferite della divisione e il lungo cammino verso la riconciliazione. Dalle nostre storie abbiamo imparato che la pace non si raggiunge mai attraverso il dominio, ma attraverso il dialogo paziente, il rispetto reciproco e il difficile lavoro della giustizia.
Come Chiesa chiamata ad essere segno e strumento di unità per l’intera umanità, crediamo di non poter rimanere in silenzio. La nostra missione non è quella di esercitare il potere, ma di formare le coscienze, di dire la verità e di mantenere viva la speranza che la pace sia possibile.
Invitiamo tutti i fedeli e tutte le persone di buona volontà a unirsi a noi nella preghiera e nell’azione, per un mondo in cui i conflitti siano risolti non con le armi, ma con la saggezza; non con la paura, ma con la fiducia.
Possa il Signore, che è la nostra pace, guidare le nazioni lontano dai sentieri della distruzione e verso le vie della riconciliazione.
Con stima fraterna e in comunione con il Successore di Pietro,
+ Cardinale Filipe Neri Ferrao (presidente Fabc)
+ Cardinale Pablo Virgilio S. David (vicepresidente Fabc)
+ Cardinale Isao Kikuchi, SVD (segretario generale )
10/05/2025 08:44


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