26/01/2022, 09.01
RUSSIA-UCRAINA
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La preghiera per l’Ucraina di papa Francesco

di Vladimir Rozanskij

L’appello del pontefice ripreso da tutti i siti informativi russi e ucraini; il silenzio dei leader politici. Kiev: “In Ucraina si decide il futuro della sicurezza euro-atlantica”. La richiesta di Francesco ricorda i suoi interventi per la Siria. Il sostegno dei greco-cattolici ucraini.

Mosca (AsiaNews) – Tutti i siti informativi russi e ucraini hanno ripreso l’appello di papa Francesco a pregare per la pace in Ucraina, da lui diffuso domenica 23 gennaio dopo la preghiera dell’Angelus. Finora però nessun dirigente politico ha voluto commentare le parole del pontefice.

Il timore dell’inizio delle ostilità è legato al massiccio schieramento militare dei russi lungo tutta la linea di frontiera con l’Ucraina, compreso dal versante bielorusso. Le ambasciate di Washington e Londra (ma non quelle dei paesi Ue) hanno iniziato a evacuare alcuni diplomatici con le loro famiglie; il ministro ucraino degli Esteri, Dmitrij Kuleba, ha dichiarato in tv che “in Ucraina si decide il futuro della sicurezza euro-atlantica”. A Tbilisi, in Georgia, sfilano cortei di solidarietà con i vicini, con cartelli anti-russi che recitano “Non si fermeranno all’Ucraina”.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj invita alla calma, ma i servizi di sicurezza nazionale stanno preparando l’intera popolazione alla resistenza armata, e inviano a loro volta convogli militari pesanti verso le due repubbliche separatiste del Donbass (Donetsk e Lugansk), già di fatto controllate dai russi con milizie non ufficiali. Proprio il Donbass è stato presente nelle preoccupazioni del pontefice fin dagli inizi del conflitto nel 2014, essendo questa la zona più martoriata e con un alto numero di vittime in questi anni.

Secondo i dati del Commissariato Onu per i diritti dell’uomo, in sette anni di “guerra ibrida” in Ucraina sono morte oltre 13mila persone: la maggior parte proprio nel Donbass. Già il 26 luglio 2020 papa Francesco aveva chiesto all’Angelus di mantenere il “cessate il fuoco” nella regione, e di adoperarsi per “un effettivo processo di disarmo e di rimozione delle mine”. Il Santo Padre ha sostenuto diverse iniziative umanitarie per gli abitanti del Donbass, privati in gran parte della casa e dei mezzi di sostentamento.

Nella preghiera di domenica, il papa ha rimarcato a sua volta il pericolo di una guerra che potrebbe coinvolgere non solo i due Paesi contendenti, ma anche quelli vicini e l’intera Europa, innescando un processo incontrollabile per il mondo intero. La richiesta di Francesco ricorda i suoi interventi per la Siria, che avevano portato a riunire idealmente tutti i fedeli nella Giornata Mondiale di preghiera per la pace in Siria, il 7 settembre 2013. Della Siria, e anche dell’Ucraina, il papa aveva parlato con il patriarca di Mosca Kirill (Gundjaev), durante l’incontro del 12 febbraio 2016 all’Avana. Proprio la pacificazione e gli aiuti umanitari alle vittime erano stati la motivazione principale dello storico abbraccio cubano.

Il capo dei greco-cattolici ucraini, l’arcivescovo maggiore Svjatoslav (Ševčuk), ha rivolto ai fedeli radunati a Kiev un’accorata omelia, proprio mentre il papa recitava la preghiera dell’Angelus a Roma. Commentando le letture della festa dell’Epifania, egli ha proclamato che “noi oggi leggiamo della liberazione dall’oscurità, della possibilità di vedere una grande luce, e guardiamo in altro modo anche alla situazione drammatica del nostro Paese”. Dopo il battesimo nel Giordano, Gesù stesso ha dovuto resistere alle tentazioni del diavolo nel deserto, digiunando per 40 giorni e 40 notti.

“Oggi viviamo in una grande paura e grande incertezza”, ha continuato Svjatoslav (v. foto), “ma con l’Ucraina si unisce il mondo intero; abbiamo ascoltato l’appello di tutti i vescovi cattolici d’Europa, e quelli dei vescovi di Ucraina e Polonia. Chi sostiene la pace non rimane nell’ombra della morte, a differenza di chi s’inchina al Moloch della guerra. Ringraziamo il Signore Dio che attraverso di noi, cristiani d’Ucraina, continua a illuminare il nostro popolo e la nostra nazione”.

Ševčuk ha invitato tutti a unirsi alla giornata di preghiera annunciata da papa Francesco, come comunica il segretariato romano dell’Arcivescovo maggiore. La piattaforma della Zhive.tv trasmetterà una veglia di preghiera per tutta la giornata.

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