16/07/2021, 13.22
PAKISTAN
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Lahore: messi al bando libri di testo che parlano di Malala Yousafzai

di Shafique Khokhar

L'organo statale che si occupa di approvare i curricula scolastici ha ritirato i libri per le scuole medie che parlavano dell'attivista. I militanti per il diritto allo studio: "Azione deplorevole. I giovani crescono con una visione intollerante".

Lahore (AsiaNews) - Le autorità locali hanno ordinato il ritiro dalla circolazione di tutte le copie di un libro per le scuole medie che parlava di Malala Yousafzai, la giovane attivista che in Pakistan si è battuta per il diritto all’istruzione femminile. Lo ha deciso il Punjab Curriculum and Textbook Board (Pctb) dopo aver mandato una nota alla casa editrice Oxford University Press dicendo che i testi, destinati alle classi di studi sociali, non avevano ricevuto il permesso necessario alla pubblicazione. La foto di Malala appariva vicino ad altre personalità importanti del Pakistan, tra cui il fondatore della nazione Muhammad Ali Jinnah, il maggiore Aziz Bhatti (morto nel 1965 durante la seconda guerra indo-pakistana), e vari poeti e artisti del Paese.

Mariam Kashif, un’insegnante di Karachi, ha espresso rammarico per la decisione del Pctb: “Tutto il mondo celebra Malala, ma in Pakistan non le è riconosciuto il rango di eroe nazionale, sebbene sia un simbolo della lotta per i diritti delle donne”.

Alcuni libri di testo erano già circolati nelle scuole, ma membri del Pctb e agenti di polizia hanno fatto irruzione nei negozi di tutta Lahore per ritirare le ultime copie rimaste. Alcuni funzionari hanno confiscato i testi che erano all'ufficio della Oxford University Press a Gulberg.

“Gli estremisti odiano Malala, ma lo Stato non deve adottare la loro narrativa”, ha detto ad AsiaNews Suneel Malik, un attivista per il diritto allo studio. “Grazie a Malala molti Paesi stanno facendo progressi nel campo dell’istruzione femminile, mentre in Paksitan i terroristi che uccidono le persone in nome della religione sono celebrati come eroi, il che è allarmante”. 

Secondo gli attivisti, questo attacco alla libertà accademica è un tentativo del governo di impedire l’adozione di libri pubblicati da editori privati che dopo un severo esame rischiano di non essere approvati. “È deplorevole che uno Stato che si dice democratico usi la religione anche nell’istruzione. Il pericolo è che i giovani crescano con una visione rigida, conservatrice e intollerante che giocherà a favore dei partiti religiosi”, ha aggiunto Malik.

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