18/02/2026, 09.00
RUSSIA
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Le tasse per la guerra in Russia

di Vladimir Rozanskij

Nel 2025 le tariffe per i servizi comunali sono aumentate mediamente dell’8-12% e dal 1° gennaio anche l'Iva è aumentata del’1,7%. Questa corsa sta trascinando con sé un forte aumento dei prezzi dei generi di consumo, compresi i cetrioli immancabili sulla tavola dei russi. Per fermare questa spirale servirebbero riforme economiche profonde, impossibili con un bilancio statale concentrato solo sulle spese militari.

Mosca (AsiaNews) - Le tariffe per i servizi comunali e gli aumenti di prezzo per prodotti di consumo semplice, come i cetrioli tanto frequenti nella spesa dei russi, a gennaio hanno raggiunto livelli superiori ad ogni immaginazione, al punto che alcuni deputati hanno consigliato di coltivare i cetrioli in casa, sul balcone o in camera. Secondo gli esperti non si tratta di un eccesso temporaneo, ma di una strategia pianificata. Le autorità centrali e regionali reagiscono alle proteste in modo decisamente sincopato, e non dichiarano l’intenzione di rivedere le tariffe, né di programmare aumenti di stipendi, mentre le famiglie russe sprofondano nella crisi.

Gli economisti Nikolaj Kulbaka, Vjačeslav Širjaev e Bogdan Bakalejko commentano su Grani Vremeni questa situazione, che sta mettendo veramente in difficoltà gli abitanti soprattutto nelle provincie, dove le bollette della luce, del riscaldamento e dell’acqua hanno raggiunto livelli astronomici, molto di più di quanto già si aspettava. Non succede soltanto nelle regioni più periferiche della Federazione russa, ma anche in quelle della parte europea come Nižnij Novgorod, Perm e Kostroma, accorpando decisioni di aumenti decisi da tempo e ora accumulatisi in proporzioni mai viste.

Nel 2025 le tariffe erano aumentate mediamente dell’8-12%, e ufficialmente dal 1° gennaio si è aggiunto l’1,7%, con l’aumento dell’Iva. In realtà dappertutto le quote superano di molto le statistiche, in modalità piuttosto incontrollate nella maggior parte delle regioni. Nella regione di Kostroma è stato annunciato dal governo regionale che “le cause degli aumenti dipendono dall’elevazione della misura minima di stipendio lavorativo e dal rincaro delle forniture di gas per le spese comunali”. In altre parole, l’indice delle tariffe per i servizi non è riuscita a coordinarsi con i dati della crescita dell’inflazione.

La crescita delle tariffe comunali, come spiegano gli economisti, non è una questione specifica, ma una parte del quadro economico complessivo della Russia di oggi, dopo quattro anni di guerra in Ucraina. L’Iva è aumentata fino al 22%, le accise su alcol e tabacco hanno aggiunto il 10% dal 1° gennaio, ed è stata introdotta una scala progressiva che lega gli aumenti ai profitti annuali, con grandi pressioni su tutte le attività commerciali. Sono stati rivisti diversi sussidi ed esenzioni, compresi quelli per le attività informatiche, e tutte queste misure si collegano in un’unica catena, rendendo sempre più difficili le divisioni delle categorie: i prodotti “di terza fascia”, quelli più scadenti, ormai sono allineati con quelli superiori.

Kulbaka osserva che proprio i cetrioli sono un esempio dei processi in corso, consultando i dati dell’istituto di statistica Rosstat, secondo i quali questo semplice ortaggio è aumentato mediamente del 20% negli ultimi anni, e ora raggiunge vette finora inesplorate a causa del picco di stagione, essendo un prodotto estivo, tanto da diventare un fattore dimostrativo da tenere d’occhio per capire come si evolve il mercato dei generi alimentari. La riduzione dei tassi d’interesse dello 0,5% da parte della Banca centrale appare più che altro una misura “cosmetica” per mostrare che “si sta tenendo la situazione sotto controllo e le prospettive sono buone”. Si tratta di una misura “politica e psicologica”, afferma l’esperto, in quanto è poco probabile che possa condurre a un vero cambiamento di rotta nell’economia.

Se l’attuale “stagnazione” si evolverà sempre più in direzione di una vera crisi economica “sopravvivranno soltanto i più forti”, sostiene Sirjaev, e tra la primavera e l’estate si vedrà il crollo di molte compagnie ed aziende: “qualcuna sarà sostenuta dallo Stato, ma la maggior parte non troverà aiuto, perché oggi lo Stato non ha molti soldi da spendere”. Gli aumenti delle tariffe comunali seguiranno i tempi dell’inflazione, e non saranno possibili grandi riforme, finché il bilancio statale è concentrato sulle spese militari. Nel frattempo, come assicura Bakalejko, “dobbiamo tenere d’occhio i prezzi di tutti gli articoli e i prodotti di grande consumo, e vedremo nel corso dell’anno continui aumenti in momenti diversi, pronti a resistere di giorno per cercare di dormire la notte”.

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