08/05/2026, 13.40
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Le violenze e le tensioni religiose in West Bengal dopo la vittoria del BJP

L’uccisione di un collaboratore di un importante leader del Bharatiya Janata Party ha aggravato il clima di tensione dopo la storica vittoria elettorale del partito ultranazionalista indù. Sono state lanciate accuse di irregolarità, mentre i sostenitori dell'Hindutva hanno preso di mira le attività dei musulmani, il cui voto in realtà era frammentato. In Assam invece hanno sostenuto il Congress, favorendo la polarizzazione.

Kolkata (AsiaNews) - L’uccisione di Chandranath Rath, assistente personale di uno dei principali leader del Bharatiya Janata Party (BJP), ha provocato forti tensioni a Calcutta (Kolkata) e in altre aree del Bengala occidentale, dove il BJP ha di recente vinto le elezioni locali dopo 15 anni di governo del Trinamool Congress (TMC), guidato da Mamata Banerjee.

Rath, assistente di Suvendu Adhikari, è stato ucciso mercoledì sera mentre stava tornando a casa in auto, in seguito a disordini e diffuse violenze post-elettorali che hanno già causato almeno quattro morti in tutto lo Stato. Adhikari ha conquistato il seggio di Bhabanipur, che prima di allora era sempre andato a Mamata Banerjee, e in cui si sono registrate 51mila cancellazioni di nominativi dalle liste elettorali

La polizia ha recuperato il veicolo utilizzato per l’attacco - sul quale era stata montata una targa falsa - e sul luogo della sparatoria ha trovato munizioni inesplose e bossoli. Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto un uomo armato in motocicletta sparare contro Rath. Adhikari ha definito l’episodio un “omicidio a sangue freddo”.

L’assassinio arriva dopo giorni di scontri in distretti a maggioranza musulmana, come Murshidabad, Birbhum e Kolkata, dove i risultati sono stati fortemente contestati. “Nei distretti in cui ha vinto il TMC, i sostenitori del BJP stanno irrompendo nei negozi, in particolare nelle macellerie, e prendendo di mira le case dei musulmani”, ha detto ad AsiaNews un residente in forma anonima. “Ovviamente stanno diffondendo a tutto volume canti religiosi indù in tutto lo Stato. “Questo non farà altro che diffondere odio ed è molto triste vedere tutto questo accadere in uno degli Stati più laici dell’India”.

Sono circolate immagini di sostenitori dell’Hindutva che scandivano lo slogan “Jai Shree Ram” (“Vittoria al Signore Ram”, un inno indù) durante i cortei per celebrare la vittoria elettorale, mentre in alcuni casi sembra siano stati utilizzati bulldozer per demolire macellerie e negozi di carne, un’attività associata ai musulmani, perché la dieta indù è vegetariana. 

I risultati elettorali, che hanno visto il BJP conquistare 207 seggi su 294, sono stati contestati dall’opposizione a causa delle modalità con cui è stata condotta la Special Intensive Revision (SIR), la revisione delle liste elettorali che ha cancellato i nomi di milioni di persone, perlopiù musulmane, ma non solo. Secondo un’analisi dei dati condotta dalla testata Scroll, in 105 collegi conquistati dal BJP il numero di elettori cancellati dalle liste durante la revisione superava il margine di vittoria. In 86 di questi il BJP non aveva mai vinto prima.

Questa sorta di “purificazione amministrativa” si è però intrecciata con una frammentazione del voto musulmano, secondo altre analisi: molti elettori tradizionalmente vicini al TMC hanno infatti preferito l’alleanza della sinistra con l’Indian Secular Front (ISF) oppure altri partiti regionali, favorendo indirettamente le vittorie del BJP in diversi distretti a maggioranza musulmana.

Diversi commentatori hanno parlato di questa vittoria come di un “trionfo dell’Hindutva”, l’ideologia estremista che vorrebbe trasformare l’India in una nazione induista e alla base dell’ultranazionalismo del BJP. Su questa linea, secondo la stampa locale anche il deterioramento dei rapporti diplomatici con il Bangladesh ha avuto un ruolo centrale nella campagna elettorale del BJP. Dopo la caduta di Sheikh Hasina nel 2024, il BJP ha descritto il Paese come un simbolo di “caos islamista” e una “minaccia demografica”, e diversi leader hanno sostenuto che il Bengala occidentale governato dal TMC rischiasse di seguire la stessa traiettoria.

Da mesi, in Bengala occidentale, ma anche nello Stato nord-orientale dell’Assam, si registrano espulsioni di cittadini indiani accusati semplicemente di parlare bengalese (una delle lingue locali più diffuse in Bengala occidentale e parlata anche in Bangladesh) o di essere musulmani. Il governo BJP dell’Assam ha continuato a far leva sulle paure legate all’immigrazione transfrontaliera, sostenendo il riconoscimento della cittadinanza ai rifugiati indù provenienti dal Bangladesh, mentre i musulmani bengalesi vengono definiti come “infiltrati”.

Anche nell’Assam, insieme al Kerala e al Tamil Nadu si sono svolte le elezioni locali nei giorni scorsi, ma qui i risultati hanno reso evidente come le comunità musulmane abbiano preferito il partito del Congress, nonostante la riconferma al governo del BJP. Nell’Assemblea legislativa locale, che in totale è composta da 126 membri, 18 dei 19 nuovi deputati sono musulmani. Il partito del Congress aveva presentato 20 candidati musulmani e circa 80 non musulmani. Il BJP ha conquistato 82 seggi. 

Diversi esperti temono che il raggruppamento del voto musulmano intorno al Congress non farà altro che solidificare la polarizzazione dell’India lungo linee religiose, spingendo ancora più indù a sostenere il BJP, nonostante a livello nazionale i deputati del Congress musulmani siano solo il 12%. 

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